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Flash news: Le assemblee delle società quotate durante l’emergenza COVID-19 – ulteriori sviluppi

L’emergenza COVID-19 sta evidentemente causando grande scompiglio nella vita delle società di capitali, costrette a fare i conti con un’epidemia che non permette assembramenti, proprio durante la stagione dedicata alle assemblee annuali.

La necessità della presenza del presidente e del segretario nel medesimo luogo, quale requisito per la regolare tenuta dell’assemblea dei soci in videoconferenza, non è infatti compatibile con la nuova situazione emergenziale.

Si è già avuto modo di commentare le ultime disposizioni assunte dal governo per fronteggiare l’emergenza Covid-19 (https://iusletter.com/archivio/lo-svolgimento-delle-assemblee-dei-cda-lemergenza-covid-19/), con le quali si è consentito alle società di capitali e cooperative di svolgere, anche in deroga ad eventuali diverse disposizioni statutarie, l’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l’identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l’esercizio del diritto di voto, senza peraltro la necessità che si trovino nel medesimo luogo il presidente, il segretario e, ove previsto, il notaio (art. 106, 2° comma, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18).

Al fine di agevolare lo svolgimento anche delle assemblee delle società quotate, il governo aveva poi previsto che, se indicato nell’avviso di convocazione, tali società avrebbero potuto prevedere che l’intervento in assemblea da parte dei soci si svolgesse esclusivamente tramite il rappresentante designato dalla società ai sensi dell’articolo 135-undecies del TUF. Tali deroghe sono state espressamente estese anche alle società ammesse alla negoziazione su un sistema multilaterale di negoziazione, alle società con azioni diffuse fra il pubblico in misura rilevante, alle banche popolari, alle banche di credito cooperativo, alle società cooperative e alle mutue assicuratrici (art. 106, 4°, 5° e 6° comma, del D.L. 17 marzo 2020, n. 18).

In tale contesto, è ancora una volta intervenuto il Consiglio Notarile di Milano che, con la Massima n. 188 del 24 marzo 2020 della Commissione Società, ha fornito importanti chiarimenti in merito alla tenuta delle assemblee delle società con azioni negoziate in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione nonché delle società con azioni diffuse tra il pubblico in misura rilevante, contribuendo così a rendere più agevole l’applicazione delle disposizioni del governo.

Il recente decreto legge, infatti, nel dettare la disciplina applicabile a tali società nulla aveva previsto in merito alla possibilità di tenere l’assemblea dei soci in modalità telematica, anche se non previsto dallo statuto, e senza la presenza nel medesimo luogo del presidente e del segretario.

Il Consiglio Notarile di Milano, con tale massima, ha dunque chiarito che le società con azioni negoziate in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione nonché le società con azioni diffuse tra il pubblico in misura rilevante, che si avvalgono della facoltà concessa dall’art. 106, 4° comma, D.L. 17 marzo 2020 n.18 (ovvero della facoltà di prevedere nell’avviso di convocazione che l’intervento in assemblea si svolga esclusivamente tramite il rappresentante designato dalla società), possono altresì avvalersi della facoltà concessa dal 2° comma dell’art. 106 del medesimo decreto legge.

Anche tali società possono così svolgere le assemblee dei soci esclusivamente mediante mezzi di telecomunicazione, in deroga ad eventuali disposizioni statutarie e senza la necessaria presenza del presidente, del segretario e, ove previsto, del notaio nel medesimo luogo.

La Massima ha, infatti, specificato che, qualora l’assemblea sia stata convocata ai sensi del 4° comma dell’art. 106 del D.L. 17 marzo 2020 n. 18, hanno “diritto di partecipare all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione tutti i componenti degli organi di amministrazione e di controllo, il rappresentante designato, il segretario o il notaio, nonché gli altri soggetti ai quali è consentita la partecipazione all’assemblea ai sensi della legge, dello statuto e del regolamento assembleare”.

Il chiarimento non è di poco conto, se si pensa che nel 2012, a due anni dal recepimento della direttiva 2007/36/CE mediante il D.lgs. n. 27/2010, da un sondaggio condotto da Assonime emergeva che “gli strumenti per il voto a distanza o per la partecipazione elettronica all’assemblea hanno avuto una modesta applicazione” (V. Allotti e P. Spatola, Le assemblee delle società quotate: il d.lgs. n. 27 del 27 gennaio 2010, le prime esperienze applicative nel 2011 e il decreto correttivo del 2012 «d.lgs. n. 91 del 18 giugno 2012», Note e Studi Assonime, 14/2012, 44). Fu infatti verificato che solo il 30% delle società esaminate aveva adottato uno statuto che permetteva la partecipazione all’assemblea mediante strumenti elettronici o mediante modalità a distanza. Risultò poi che tali strumenti furono effettivamente utilizzati solo nel 23% dei casi e che tali casi di effettivo utilizzo riguardavano il solo voto per corrispondenza. Non risultavano dunque effettivamente utilizzati né il voto elettronico né la partecipazione con mezzi elettronici.

È stato infine precisato che il diritto di intervenire in un’assemblea tenuta esclusivamente in via telematica non si estende a tutti “gli azionisti, i quali devono avvalersi necessariamente del rappresentante designato”. Non poteva essere diversamente, poiché, come evidenziato poc’anzi, la possibilità per le società quotate e ad azionariato diffuso di tenere un’assemblea esclusivamente in modalità telematica è condizionata all’aver previamente convocato l’assemblea ai sensi dell’art. 106, 4° comma, del D.L. 17 marzo 2020 n. 18, così prevedendo che l’intervento dei soci possa avvenire solamente mediante il rappresentante designato dalla società medesima. Risulterebbe, infatti, complicato, anche sotto un profilo tecnico, tenere un’assemblea esclusivamente telematica con un’ampia compagine sociale chiamata ad intervenire.

Michele Massironi – m.massironi@lascalaw.com

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