Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

I finanziamenti di cui al “Decreto Liquidità”: quale il ruolo della Banca?

Il Tribunale di Caltanissetta nei giorni scorsi ha rigettato un ricorso ex art 700 c.p.c. promosso da una società, che aveva invocato la tutela cautelare ritenendo illegittimo ed ingiustificato il diniego ottenuto dalla propria Banca, rispetto ad una richiesta di finanziamento secondo quanto previsto dal D.L. 23/2020 ex art art. 13, lett. m), c.d. “Decreto Liquidità” (poi convertito nella Legge n. 40/20).

In particolare, la ricorrente sosteneva che le misure di sostegno previste dal Governo per chi ha subito pregiudizi economici a causa della pandemia, non prevedano una discrezionalità da parte dell’Intermediario.

In buona sostanza, il fatto che le somme erogabili siano garantite dallo Stato, creerebbe una sorta di automatismo tale per cui le Banche dovrebbero concederle senza alcun tipo di valutazione.

L’Istituto di credito, costituitosi in giudizio, per prima cosa rilevava come tale interpretazione non trova riscontro nelle disposizioni normative di riferimento, laddove non traspare alcuna deroga circa gli obblighi di valutazione in capo agli Istituti.

Osservava, inoltre, che il fondamento posto alla base della valutazione del merito creditizio consiste nella salvaguardia del sistema bancario e del mercato finanziario in generale, potenzialmente compromesso da una indiscriminata utilizzazione delle risorse pubbliche.

Il Magistrato, nel rigettare la domanda promossa, si è soffermato ad analizzare la normativa, fornendone una chiave interpretativa ben diversa da quella di parte ricorrente. “Anche questo intervento normativo non contiene alcuna espressa limitazione dell’autonomia privata degli istituti di credito rispetto alla loro discrezionalita’ di erogare o meno il finanziamento, ne’ conseguentemente ai loro obblighi di sana e prudente gestione del risparmio raccolto (art. 5 d.lvo 385/1993; in ordine alla responsabilita’ della banca per concessione abusiva del credito cfr. Cass. 11695/2018 e Cass. 7029/2006).

La formulazione della norma risulta, piuttosto, indirizzata verso la creazione di un incentivo ulteriore rivolto alle banche al fine a render loro meno onerosa – sia in termini di costo, sia soprattutto in termini rischio – l’erogazione del credito in favore delle imprese in difficolta”.

Rispetto al tema dell’obbligatorietà, per le Banche, di erogare i finanziamenti, precisa “D’ altra parte, ove si volesse ritenere che dietro l’allargamento delle garanzie del Fondo si celi un implicito obbligo per gli istituti di credito di erogare finanziamenti prescindendo da ogni valutazione di meritevolezza del finanziato, resterebbe oscura la ragione di una costruzione normativa che non esplicita in alcun modo detto obbligo. Non si spiega, infatti, la ragione per cui la disposizione in parola non affermi a chiare lettere che, in deroga ai vigenti obblighi di oculata erogazione del credito, le banche e gli altri soggetti finanziatori sono d’ora innanzi obbligati a finanziare tutte le imprese che affermano di aver subito pregiudizi economici a causa della pandemia.”

Il Tribunale, in definitiva, sostanzialmente condividendo la tesi della Banca, ha statuito che “In assenza di una tale formulazione risulta, dunque, chiaro che l’opzione normativa si è consolidata non già verso l’erogazione ‘a pioggia’ di finanziamenti, quanto piuttosto verso la facilitazione della concessione del credito in favore delle imprese che, di volta in volta, vengono riconosciute dalle banche (le quali, operando sul territorio, meglio conoscono il tessuto imprenditoriale) come affidabili (cfr. tribunale di Bologna 2.10.2020).L’enfasi è di chi scrive.

Pertanto, all’esito della puntuale disamina effettuata, la conclusione è stata il rigetto del ricorso, escludendo la sussistenza del fumus boni iuris e, pur senza a quel punto indagare il prospettato periculum in mora, veniva, tuttavia, precisato che “ne’ puo’ ritenersi che l’evento Covid-19 possa assurgere a pregiudizio imminente ed irreparabile in re ipsa, idoneo a radicare la tutela cautelare ex art. 700 c.p.c.”

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Finanziamenti decreto Liquidità - MACCARRONE - 26.11

Trib. Caltanissetta, Ord., 11 novembre 2020

Paola Maccarrone – p.maccarrone@lascalaw.com

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