Diritto Processuale Civile

Filtro in appello e manifesta infondatezza del gravame

Il Tribunale di Vasto, con ordinanza  del 20 febbraio 2013, ha ritenuto applicabile, in un procedimento di appello contro una sentenza del Giudice di Pace in materia di obbligazioni e contratti, l’art. 348 bis c.p.c., come novellato dal D.L. n.83/2012 convertito dalla Legge n.134/2012 e relativo ai giudizi di appello proposti con ricorso depositato o atto di citazione di cui sia stata chiesta la notifica a partire dall’11.09.2012.

L’art. 348 bis c.p.c. riguarda i casi in cui l’appello viene dichiarato improcedibile dal giudice, anche d’ufficio.

Il nuovo disposto normativo attribuisce al giudice d’appello la facoltà di dichiarare inammissibile l’impugnazione qualora non abbia una ragionevole possibilità di essere accolta.

All’origine della pronuncia, il rigetto, da parte del Giudice di Pace, della richiesta, formulata dall’appellante, di condanna nei confronti di un fornitore di energia elettrica al risarcimento dei danni patrimoniali e non, conseguenti alla supposta illegittima interruzione della fornitura di energia elettrica presso la propria abitazione.

Il G.d.P aveva ritenuto pienamente legittima la condotta dell’azienda fornitrice in presenza di uno stato di morosità del cliente e non sussistenti i danni non patrimoniali in virtù dei principi affermati dalle S.U. della Corte di Cassazione in tema di danno non patrimoniale, vale a dire non sussistendo il requisito della “ingiustizia costituzionalmente qualificata”.

Sulla base delle su esposte considerazioni l’odierno Giudice ha ritenuto che la ricostruzione dei fatti e l’applicazione delle norme di diritto, da parte del G.d.P., dovessero ritenersi corrette e che, essendo stato l’appello proposto per le stesse ragioni inerenti alle questioni di fatto alla base della decisione impugnata, l’appello non avesse alcuna ragionevole possibilità di essere accolto.

La dichiarazione di inammissibilità dell’appello è stata dettata dall’applicazione dell’altrettanto novellato art. 348-ter in virtù del quale la pronuncia di inammissibilità assume la forma di ordinanza, che deve essere succintamente motivata, anche mediante elementi di fatto riportati in uno o più atti di causa ed il riferimento a precedenti conformi.

L’applicazione degli articoli 348-bis e 348-ter così come novellati dal recente intervento del legislatore aprono, dunque, delle prospettive decisamente deflattive dei gravami proposti, in presenza di manifesta infondatezza degli stessi, in vista di un miglioramento della lenta e farraginosa macchina della giustizia italiana

(Stefano Flagiello – s.flagiello@lascalaw.com)

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