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Il fideiussore socio non può invocare la liberazione dalla garanzia

Con la sentenza qui segnalata, il Tribunale di Roma ha rigettato un’opposizione a decreto ingiuntivo, promossa da un correntista nei confronti della banca ingiungente.

In primo luogo, il Giudice ha accertato come il creditore avesse prodotto tutta la documentazione contrattuale relativa ai rapporti intercorsi tra le parti e, ciononostante, parte opponente si fosse limitata a svolgere contestazioni generiche. Infatti, “A fronte della produzione documentale della Banca, l’opponente non ha mosso obiezioni specifiche, né ha indicato per quali ragioni i documenti conferiti siano insufficienti a dimostrare la sussistenza dei crediti, con particolare riferimento agli estratti del rapporto di conto corrente, al contratto di finanziamento e ai contratti di conto corrente che indicano le condizioni concordate tra le parti”.

Secondariamente, il G.U. ha rigettato l’eccezione, svolta dal fideiussore, di avvenuta liberazione ai sensi dell’art, 1956 c.c. Sul punto, il tribunale romano ha soprattuto evidenziato come non fosse necessario chiedere alcuna autorizzazione al garante, essendo il medesimo ben al corrente della situazione economica della società correntista, stante la carica dal medesimo ricoperta all’interno dell’impresa. Si legge, al riguardo: “Non sussiste, infine, alcuna violazione dell’art, 1955 cod. civ. a danno del fideiussore, se si considera che lo stesso era socio di maggioranza assoluta della Srl con una quota dell’87%, quindi certamente a conoscenza della situazione della Società. Peraltro la stessa Srl, in varie relazioni e documenti inviasti alla Banca in costanza dei rapporti creditizi, ha sempre dichiarato di godere di una buona situazione economica e finanziaria. Infine il contratto di fideiussione indica espressamente l’obbligo del fideiussore non solamente di tenersi al correne delle condizioni patrimoniali della debitrice Srl, ma anche di informarsi circa i rapporti tra la stessa e la Banca. Con il conseguente obbligo di acquisire ogni opportuna informazione circa lo stato dei rapporti di conto corrente e di finanziamento e circa la concessione di ulteriore credito (Cass. Sez. III, 26.6.1998 n. 6333; Cass. Sez. III, 5.6.2001 n, 7587)“.

Tribunale Roma, n. 12714

Simona Daminelli s.daminelli@lascalaw.com

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