Fideiussore legale rappresentante della Società garantita

Fideiussore legale rappresentante della Società garantita

Come noto, ai sensi dell’art. 1956 c.c., primo comma: “il fideiussore per un’obbligazione futura è liberato se il creditore, senza speciale autorizzazione del fideiussore, ha fatto credito al terzo, pur conoscendo che le condizioni patrimoniali di questo erano divenute tali da rendere notevolmente più difficile il soddisfacimento del credito”.

La ratio di tale norma consiste nel consentire al fideiussore di sottrarsi, negando l’autorizzazione, all’adempimento di un’obbligazione divenuta, nel tempo, più gravosa. Al riguardo, la Corte di Cassazione, con recente sentenza del 29 novembre, ha specificato che tale regola non si applica quando il fideiussore riveste, altresì, la carica di legale rappresentante della società garantita, per cui, in tal caso, non si verifica la liberazione del garante.

La Corte di Legittimità, difatti, ha ritenuto non sussistente il presupposto per l’applicazione della norma di cui all’art. 1956 c.c. in casi simili, posto che la richiesta di credito da parte del legale rappresentante che è anche fideiussore, implica, con tutta evidenza, una preventiva autorizzazione del garante alla concessione del credito.

In altri termini, la coesistenza della qualità di fideiussore e legale rappresentante pro tempore della società garantita nel medesimo soggetto, comporta una sorta di “autorizzazione tacita” del fideiussore alla concessione di credito, sufficiente a giustificare la disapplicazione della disposizione di cui all’art. 1956 c.c..

Sulla scorta di tale ragionamento, la Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibile il motivo di ricorso proposto dal fideiussore, richiamando, peraltro, quanto già affermato sul punto da precedenti pronunce di legittimità (tra le altre, Cass. n. 7587/2001, Cass. n. 3761/2006, Cass. n. 7444/2017), secondo cui: “i presupposti di applicabilità dell’art. 1956 cod. civ. non ricorrono allorché nella stessa persona coesistano le qualità di fideiussore e di legale rappresentante della società debitrice principale, giacché in tale ipotesi la richiesta di credito da parte della persona obbligatasi a garantirlo comporta di per sé la preventiva autorizzazione del fideiussore alla concessione del credito”.

Cass., Sez. VI Civ., 29 novembre 2019, n. 31227

Alessandra Gambadauro – a.gambadauro@lascalaw.com

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