Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Il fideiussore deve provare l’estinzione della fideiussione

L’asserita estinzione della fideiussione per fatto del creditore deve essere provata dal garante.

Così si è pronunciato il Tribunale di Milano, nell’ambito di una causa di opposizione a decreto ingiuntivo, che ha visto coinvolto un istituto di credito assistito dallo Studio.

I garanti della società debitrice principale proponevano opposizione al titolo ottenuto nei loro confronti, invocando l’applicazione degli artt. 1955, 1956 e 1957 c.c. e sostenendo il venir meno dell’obbligazione fideiussoria, a causa del comportamento negligente tenuto dalla banca.

Le contestazioni sono state integralmente rigettate, sulla base delle seguenti osservazioni.

Quanto all’art. 1955 c.c., lo stesso trova applicazione esclusivamente in presenza di una condotta colposa ed antigiuridica del creditore, nonché di un pregiudizio giuridico nella sfera del fideiussore, rappresentato dalla perdita del diritto (cfr. ex multis Cass. 19736/11). Nel caso di specie, nessuna condotta illegittima era riconducibile all’istituto di credito che provvedeva prontamente a costituire in mora tutti gli obbligati a seguito del mancato pagamento di tre rate del finanziamento concesso alla società cliente e successivamente a partecipare alla procedura di insolvenza della debitrice, così ponendo in essere ogni possibile azione.

Con riferimento, invece, all’art. 1956 c.c. il Giudice ha ribadito, uniformandosi all’orientamento pressoché unitario sul punto, che è onere del garante tenersi al corrente dell’andamento dei rapporti garantiti e che, in ogni caso, l’opposta aveva legittimamente atteso la scadenza di tre rate prima di risolvere il rapporto, rientrando ciò “in un margine di discrezionalità del creditore soprattutto a fronte di un finanziamento esattamente adempiuto per i precedenti 4 anni”.

Infine, il Tribunale di Milano ha confermato che l’art. 1957 c.c. ha “carattere generale e derogabile e la relativa applicazione può essere convenzionalmente esclusa”.

Tribunale Milano, 27 giugno 2017, n. 7245

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

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