La mediazione è obbligatoria anche per il fideiussore?

Fideiussione solidale e cofideiussione

Nell’ambito di un procedimento cautelare, seppure con una valutazione sommaria, il Tribunale di Ravenna si è pronunciato in punto estinzione della fideiussione per intervenuta scadenza, nonché con riguardo al beneficium divisionis invocato dal garante, parte ricorrente.

Con riferimento al primo aspetto, il Giudice ha evidenziato che la fideiussione non può considerarsi sottoposta ad un termine di efficacia, laddove ciò non venga esplicitato nel testo della garanzia. L’esistenza di un termine, nel caso di specie, non si poteva neppure fare discendere dal fatto che il rapporto principale (un “fido di c/c ipotecario”) prevedesse una scadenza, atteso che il contratto di fideiussione stabiliva chiaramente che “la presente fideiussione … si intende espressamente estesa a garantire il buon fine di qualsiasi altra Vostra ragione di credito verso il predetto affidato -oltre a quella dipendente dal fido di cui sopra…dipendenti da qualsiasi titolo e causa e da qualunque genere di operazioni od obbligazioni sia dirette che indirette”.

Per quanto concerne, invece, la distinzione tra cofideiussione e fideiussione solidale, prima di tutto il Tribunale ha ricordato come entrambe possano avere in comune lo stesso debito e il medesimo debitore, ma la prima presenta tre aspetti, mancanti nell’altra, ossia: “l’interesse comune dei cofideiussori nel prestare la garanzia, la contestualità delle prestazioni fideiussorie e la conoscenza reciproca delle stesse da parte dei cofideiussori. Dalla diversa qualificazione della fattispecie discende un differente effetto nei rapporti tra cogaranti, poiché l’azione di regresso di cui all’art. 1954 c.c., si ha solo nell’ipotesi di cofideiussione, mentre nel caso di plurime autonome fideiussioni il soggetto obbligato che effettua l’adempimento potrà essere surrogato nei diritti che il creditore aveva nei confronti degli altri fideiussori“.

Ora, per qualificare esattamente la fattispecie “l’interpretazione del contenuto dell’obbligazione fideiussoria che non può arrestarsi al tenore letterale del nomen iurisdichiarazione fideiussoria pro quota solidale” ma edeve considerare le clausole in modo complessivo, ai sensi degli artt. 1362 e 1363 c.c.“.

Dunque, la qualificazione non può essere condotta isolando alcune parole del negozio giuridico, ma richiede una valutazione complessiva, volta in particolare a verificare “se la limitazione pro quota prevista in contratto faccia venir meno la solidarietà dei cofideiussori verso la banca ovvero abbia rilevanza meramente interna tra i coobbligati“.

Tribunale Ravenna, ordinanza del 14 luglio 2016

Simona Daminellis.daminelli@lascalaw.com

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