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Fideiussione a prima richiesta: basta una diffida per evitare la liberazione del garante

“La fideiussione non si estingue se il creditore, entro il termine previsto dall’art. 1957 c.c., cioè entro sei mesi dalla scadenza dell’obbligazione garantita, ha avanzato una semplice richiesta stragiudiziale di pagamento, non essendo necessario che, entro termine suddetto, sia proposta una domanda giudiziale, purché questa sia poi effettivamente proposta entro un termine ragionevole.”

È questo il principio confermato dalla Corte di Appello di Milano, chiamata a pronunciarsi sulla decadenza dell’obbligazione del fideiussore, ai sensi dell’art. 1957 c.c., in caso di garanzia a prima richiesta e ritardo dell’azione giudiziale del creditore, proposta oltre il termine di 6 mesi dalla scadenza dell’obbligazione principale.

Come noto, l’art. 1957 c.c. dispone che il fideiussore rimane obbligato anche dopo la scadenza dell’obbligazione garantita, purché il creditore abbia proposto le sue istanze contro il debitore entro sei mesi e le abbia continuate con diligenza, pena la decadenza della garanzia.

La tradizionale interpretazione della norma ha sempre ritenuto che l’istanza di pagamento del creditore, volta ad evitare la liberazione del garante, debba esclusivamente rivolgersi  all’Autorità giudiziaria, con gli strumenti di tutela del credito offerti dal nostro ordinamento processuale (Cass. nn. 1724/2016, 7502/2004, 6823/2001, 203/1997 e 6604/1994), escludendo quindi da tali ipotesi gli atti stragiudiziali, come la diffida al pagamento (Cass. n. 283/1997).

C’è una importante eccezione, però, che si rinviene nel caso in cui la fideiussione abbia la natura di garanzia a prima richiesta, cioè preveda espressamente che il garante sia tenuto a pagare immediatamente alla Banca, a semplice richiesta scritta, quanto dovutole.

Nella sentenza in commento, infatti, la Corte meneghina ha confermato che, ove le parti di un contratto di garanzia abbiano convenuto che il pagamento debba avvenire “a prima richiesta”, è sufficiente ad evitare la liberazione del garante, ai sensi dall’art. 1957 c.c., la semplice proposizione di una richiesta stragiudiziale di pagamento, non essendo necessario che il termine sia osservato mediante la proposizione di una domanda giudiziale, secondo la tradizionale interpretazione della norma, in quanto, diversamente, vi sarebbe una vera e propria contraddizione tra la clausola “a prima richiesta” e l’art. 1957 c.c., non potendosi considerare “a prima richiesta” l’adempimento subordinato all’esercizio di un’azione in giudizio (così Cass. n. 22346/2017 e Cass. n. 13078/2008).

In altre parole, qualora il fideiussore sia tenuto al pagamento “a prima o a semplice richiesta”, il rispetto dell’art. 1957 c.c. da parte del creditore garantito deve ritenersi soddisfatto già con la richiesta stragiudiziale di pagamento rivolta al fideiussore, entro il termine di sei mesi dalla scadenza dell’obbligazione principale, purché la successiva azione giudiziale sia effettivamente proposta entro un termine ragionevole.

In conclusione, cari creditori, se ci tenete alla vostra garanzia, abbiate sempre cura di conservare copia della lettera di diffida…e soprattutto della ricevuta di consegna!

Corte App. Milano, 4 marzo 2021

Mario Ciccone – m.ciccone@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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