Contratti

Fideiussione pro quota e solidarietà

Tribunale di Milano, 16 aprile 2014 (leggi la sentenza per esteso)

Nella fideiussione rilasciata in favore di una banca da più persone pro-quota per un medesimo debitore e a garanzia di un medesimo debito, la quota del fideiussore inadempiente (nella fattispecie perché fallito) non va ad accrescere proporzionalmente quelle degli altri fideiussori ove – in presenza di un testo contrattuale che nelle condizioni generali, in deroga all’automaticità prevista dall’art. 1946 c.c., preveda che il principio di solidarietà tra i fideiussori operi solo qualora espressamente richiamato nella lettera di rilascio della fideiussione – tale documento non contenga menzione alcuna di detta solidarietà tra fideiussori pro-quota”.

Con l’ordinanza in esame il Tribunale di Milano ha accolto l’istanza di sospensione della provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo opposto avanzata dall’attore il quale contestava l’applicabilità, al caso di specie, del principio di solidarietà tra fideiussori enunciato nell’art. 1946 c.c.

L’opponente ed una società terza si erano costituiti fideiussori pro quota in favore di un istituto di credito per un medesimo debitore ed a garanzia del medesimo debito.

Quale conseguenza dell’applicazione dell’art. 1946 c.c. anche ai fideiussori pro quota la porzione di debito del fideiussore inadempiente va ad accrescere proporzionalmente quella degli altri confideiussori.

A fronte dell’inadempimento del debitore principale e del fallimento di uno dei due fideiussori, la Banca otteneva l’emissione di decreto ingiuntivo con il quale intimava il pagamento immediato dell’intero debito all’unico fideiussore rimasto in bonis; in altri termini l’istituto di credito ha agito ritenendo che la quota garantita dall’ingiunto si fosse accresciuta della quota del fideiussore pro quota fallito.

Come accennato in precedenza l’unico ingiunto proponeva opposizione a decreto ingiuntivo contestando l’applicabilità del disposto dell’art. 1946 c.c., in favore di quella del comma I dell’art. 1947 c.c. (beneficio della divisione).

Il Giudice, esaminati i documenti prodotti, ha constatato che in base alle condizioni generali del contratto di fideiussione concluso tra l’opponente e la banca (in particolare in forza dell’art. 17), la solidarietà tra fideiussori di cui all’art. 1946 c.c., avrebbe operato tra fideiussori pro quota, solo qualora espressamente richiamato nella lettera di rilascio della fideiussione; in tale documento, però, non vi era menzione alcuna della solidarietà tra fideiussori.

Alla luce di quanto sopra, vista la espressa deroga pattizia all’art. 1946 c.c. contenuta nelle condizioni generali del contratto di fideiussione e stante l’assenza di qualsivoglia menzione del principio di solidarietà tra fideiussori pro quota nella lettera di rilascio della fideiussione, il Giudice ha ritenuto che la quota garantita dall’opponente non si fosse accresciuta di quella del fideiussore fallito ed ha, pertanto, accolto l’istanza di sospensione della provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo opposto.

Dalla lettura dell’ordinanza in esame si può trarre quindi la conclusione che, salvo deroghe pattizie, anche nel caso di fideiussioni prestate pro quota, nelle quali ciascun fideiussore è responsabile verso il creditore senza limiti di importo, ma entro il limite della percentuale pattuita, opera il principio della solidarietà tra fideiussori sancito dall’art. 1946 c.c.; in conseguenza di ciò, sempre in assenza di espressa deroga, la quota dei fideiussori pro quota si accresce di quella del fideiussore insolvente.

13 maggio 2014

(Federico Ferrari – f.ferrari@lascalaw.com)

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