L’interesse è concreto. Se non ripeti, che interesse c’è?

Fatturazione anticipata di canoni e pagamento di un debito preesistente: nessuna sottrazione di utili

Nell’ambito di una cessione della totalità delle quote di una s.r.l., il pagamento di un debito sociale preesistente, effettuato grazie alla fatturazione anticipata di canoni di locazione (ancorché relativi all’esercizio successivo) non costituisce una illegittima sottrazione di utili della target in danno dell’acquirente, dovendosi intendere per “utile” il risultato dell’esercizio e non già i flussi finanziari in entrata.

Il Tribunale di Milano, con sentenza n. 2751 del 1° aprile 2021 è stato chiamato a pronunciarsi su una controversia promossa dall’acquirente della totalità delle quote di una s.r.l. che lamentava il fatto che il venditore avesse, poco prima della cessione, sottratto fondi di pertinenza della target, occultando la fatturazione e le registrazioni contabili. Tale condotta illegittima, in particolare, si sarebbe configurata per effetto della fatturazione anticipata, nel 2018, di canoni relativi all’esercizio 2019 e di parte del 2020, operazione che avrebbe così pregiudicato il diritto agli utili dell’acquirente in tali esercizi.

Sul punto, è stato statuito, innanzitutto, che “l’operazione censurata non si è risolta in una “appropriazione di utili” della controllata eseguita dalla controllante prima della cessione ma è consistita in una vicenda gestoria di destinazione di fondi sociali a pagamento di un debito sociale: vicenda che dunque, palesemente, non può essere intesa quale compressione del diritto all’utile prodotto da Alfa S.r.l. nell’esercizio 2019 in capo all’acquirente di tale società, per utile dovendosi intendere, come è noto, il risultato dell’esercizio e non già i flussi finanziari in entrata”.

Infatti, prosegue il Tribunale, è evidente che “l’anticipata fatturazione si risolva invece in una vicenda interna a MILANO, del tutto neutra dal punto di vista patrimoniale o posto che all’incasso anticipato corrisponde una uscita giustificata e sul piano patrimoniale, quindi, ad una componente attiva anticipata corrisponde l’estinzione di una componente passiva e, dunque, si risolva in una vicenda gestoria come tale non in grado di influire sulle valutazioni dell’acquirente quanto alla consistenza patrimoniale dell’ente”.

Infine, il Tribunale ha anche chiarito che non vi sarebbe stato nemmeno alcun occultamento di “fatturazioni e registrazioni” tenuto conto che l’acquirente aveva eseguito una “compiuta” due diligence contabile ed era nelle condizioni “di conoscere la specifica vicenda gestoria e di valutarne la portata quanto all’andamento dell’ente che si accingeva ad acquistare”.

Fabio Dalmasso – f.dalmasso@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

La revoca dei sindaci non consegue automaticamente alla relativa delibera assembleare ma necessita ...

Corporate

L’interesse è concreto. Se non ripeti, che interesse c’è?

Il Tribunale di Milano ha stabilito che il termine di decadenza previsto per la formulazione di una...

Corporate

Omessa dichiarazione: per la punibilità del prestanome è necessario che questi persegua il dolo specifico

La nuova formulazione dell’art. 2086 c.c., così come modificato dal D.lgs. 12 gennaio 2019, n. 1...

Corporate

X