Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Fallimento si/fallimento no: la valutazione in ordine all’indebitamento dell’impresa

Con una recente sentenza, la Corte d’Appello di Torino ha affrontato il tema dei requisiti di fallibilità dell’impresa, con specifico riferimento all’elemento individuato dall’art. 1 comma 2 lett. c) l. fall., ossia l’ammontare dei debiti risultanti dal bilancio.

Secondo quest’ultima norma, sono assoggettabili a fallimento gli imprenditori che presentano un ammontare di debiti, anche non scaduti, superiore a € 500.000. Il problema che si è posta la Corte d’Appello di Torino è il seguente: se la valutazione sull’entità dei debiti, anche non scaduti, deve essere effettuata con riferimento agli ultimi tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento, che fotografano la situazione economico patrimoniale dell’impresa, nelle date specifiche di chiusura degli esercizi, oppure se tale valutazione debba essere effettuata diversamente.

Ebbene, in aderenza all’orientamento più volte espresso dalla Corte di Cassazione, la sentenza in commento ha affermato il seguente principio: il requisito di fallibilità previsto dall’art. 1 comma 2 lett. c) l. fall., ossia l’indebitamento complessivo superiore a € 500.000, deve essere valutato con riferimento al momento del deposito dell’istanza di fallimento e non con riferimento agli ultimi tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento, come avviene, invece, per gli altri requisiti.

Ciò porta ad escludere la fallibilità dell’imprenditore che sia riuscito a ridurre il passivo al di sotto della soglia di fallibilità, proprio perché l’indebitamento è un requisito che prescinde da qualsiasi periodicità.

Il requisito di cui sopra rimarrà invariato con l’entrata in vigore del nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza (cfr. art. 2 comma 1 lett. d) del Decreto Legislativo 12 gennaio 2019 n. 14). Ovviamente non si parlerà più di fallimento, ma di liquidazione giudiziale.

Corte d’Appello di Torino, 23 novembre 2018, n. 2018

Riccardo Cammarata – r.cammarata@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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