La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Il fallimento non sospende il decorso della prescrizione nei rapporti con i terzi

Gli articoli 2941 e 2942 c.c. non contemplano il fallimento tra le ipotesi di sospensione della prescrizione, la cui dichiarazione, pertanto, non impedisce, per la durata della procedura, il decorso del termine di prescrizione nei rapporti con i terzi.

Alla base della sentenza segnalata vi è la questione relativa alla prescrizione del credito azionato da una società, poi fallita, nei confronti di due banche.

La società in questione, nel caso in esame, ha visto riformata la sentenza  di primo grado, con la quale le banche erano state condannate alla restituzione di somme anzitempo riscosse.

In sede di ricorso per Cassazione, la ricorrente ha censurato la sentenza della Corte d’Appello nella parte in cui ha dichiarato prescritto il credito azionato, in quanto fatto valere ad oltre dieci anni di distanza dalla costituzione in pegno delle cambiali.

Infatti, la società, nel frattempo fallita, ha sostenuto che per il periodo in cui era perdurata la procedura concorsuale si sarebbe dovuta realizzare la sospensione del termine di prescrizione, quale conseguenza dalla privazione della disponibilità dei propri beni.

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso avanzato, precisando come gli articoli 2941 e 2942 c.c., nel disciplinare la sospensione della prescrizione, non contemplino il fallimento tra le ipotesi di sospensione della prescrizione, la cui dichiarazione non impedisce il decorso del termine di prescrizione nei rapporti con i terzi.

Ciò in quanto, successivamente alla sentenza di fallimento, i diritti vantati dal fallito nei confronti dei propri debitori o sui beni compresi nel fallimento possono essere esercitati dal curatore.

Al contrario, come riportato in sentenza, “l’inerzia o il disinteresse degli organi della procedura legittimano il fallito ad agire, in via eccezionale, per la tutela dei propri diritti, senza che i terzi possano opporre il difetto di capacità processuale previsto esclusivamente la tutela degli interessi della massa”.

Cass., VI Sez., sentenza n. 14737, 19 luglio 2016

Davide Manzod.manzo@lascalaw.com

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