Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Fallimento e interruzione del processo

Ove la curatela del fallimento ceda il credito oggetto di lite, trova applicazione l’art. 43 legge fall., con consequenziale automaticità dell’interruzione del processo a seguito della dichiarazione di fallimento del creditore, purché quest’ultima sia intervenuta successivamente a tale data.

Né l’interruzione automatica del processo, in conseguenza del fallimento della parte creditrice, può dirsi impedita, agli effetti dell’art. 299 c.p.c., dall’avvenuta costituzione volontaria in giudizio del cessionario del credito controverso, non rientrando costui fra coloro ai quali spetta di proseguirlo contemplati dalla citata norma.

E’ quanto stabilito dalla Suprema Corte che, con sentenza pubblicata in data 7/04/2017, ha chiarito il rapporto tra gli effetti del fallimento e il fallito a livello processuale.

Nello specifico, la Corte ha sostenuto trovasse applicazione nel caso de quo, il disposto normativo contenuto nell’art. 43, L. Fall., terzo comma (così come modificato dal D. Lgs. n. 5 del 2006, art. 41 ed operante, ai sensi dell’art 153 D.Lgs. citato, anche nei giudizi anteriormente pendenti, a partire dal 16 luglio 2006), che recita “l’apertura del fallimento determina l’interruzione del processo”.

Quindi, posto che il dato testuale di cui al citato articolo sancisce l’ interruzione del processo a seguito della declaratoria di fallimento, la Corte ha ritenuto che non sussista la necessità di uno specifico rilievo da parte del giudice, essendo tale interruzione consequenziale al fallimento del creditore, con l’unico limite che la pronuncia sia successiva al luglio del 2006.

Né detta interruzione può ritenersi, altresì,  impedita dall’avvenuta costituzione volontaria in giudizio del cessionario del credito controverso, non rientrando costui fra i soggetti legittimati a proseguirlo (art. 299 c.p.c.).

Di qui la conclusione che, fallito il creditore a cui è stato ceduto il credito oggetto di lite, operi l’automatica interruzione del processo trovando applicazione l’art. 43 della L. Fall. per come modificato dal D. Lgs n. 5 del 2006.

Cass., Sez. II, 7 aprile 2017, n. 9124

Luigia Cassotta – l.cassotta@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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