Crisi e procedure concorsuali

Fallimento di societa’ estinta e legittimazione processuale

Cass., 30 maggio 2013, Sez. I n. 13659 (leggi la sentenza per esteso)

L’art. 10, comma 1, L.F. stabilisce che “Gli imprenditori individuali e collettivi posso essere dichiarati falliti entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese, se l’insolvenza si è manifestata anteriormente alla medesima o entro l’anno successivo”.

La riforma del diritto societario ha generato, in tema di interpretazione e corretta applicazione dell’articolo sopra riportato, diverse incertezze.

Nel caso di specie, il Tribunale di Napoli, su ricorso notificato dal creditore alla società debitrice, in persona del suo legale rappresentante e  liquidatore della stessa, con sentenza datata 21 aprile 2011, aveva dichiarato il fallimento della società, che era sta già cancellata dal registro delle imprese in data 20 luglio 2010.

Tale provvedimento veniva successivamente impugnato dal liquidatore della società fallita e da alcuni soci della stessa, i quali sostenevano che, dopo la cancellazione della società dal registro delle imprese e la sua estinzione sancita dall’art. 2945 cc, essendo venuta meno in capo al liquidatore la rappresentanza della società ormai estinta, il contraddittorio avrebbe dovuto essere instaurato nei confronti dei soci, anche ai fini della successiva dichiarazione di fallimento della società nell’anno, a norma della L. Fall., art. 10.

La Corte D’appello di Napoli, ritenendo l’eccezione fondata, ha accolto tale tesi e ha revocato il fallimento.

La Suprema Corte, investita della questione, ha affermato il seguente principio di diritto:

In tema di procedimento per la dichiarazione di fallimento di una società di capitali cancellata dal registro delle imprese, la legittimazione al contraddittorio spetta al liquidatore sociale, poiché, pur implicando detta cancellazione l’estinzione della società ai sensi dell’art. 2495 cc (novellato dal D. Lgs. n. 6 del 2003), nondimeno entro il termine di un anno da tal evento è ancora possibile, ai sensi della L. Fall., art. 10, che la società sia dichiarata fallita se l’insolvenza si è manifestata anteriormente alla cancellazione o nell’anno successivo, con procedimento che deve svolgersi in contraddittorio con il liquidatore, il quale, anche dopo la cancellazione è altresì legittimato a proporre reclamo avverso la sentenza di fallimento”.

Con la sentenza in esame, la Cassazione, ha, quindi, rigettato il ricorso, cassato la sentenza e rinviato la decisione alla Corte d’appello, la quale, nel decidere, dovrà necessariamente attenersi al principio di diritto enunciato.

27 marzo 2014

(Francesco Lirangi – f.lirangi@lascalaw.com )

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