Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Fallimento in proprio anche al tempo del Covid-19

Il Tribunale di Piacenza, con la sentenza in commento, ha dichiarato procedibile il ricorso per la dichiarazione di fallimento in proprio depositato da un imprenditore successivamente al 9 marzo 2020.

Secondo i giudici piacentini, infatti, il fallimento in proprio può essere dichiarato anche nel periodo di sospensione dovuto all’emergenza sanitaria da Covid-19.

Come noto, tuttavia, l’art. 10 del D.L. 8 aprile 2020, n. 23, prevede l’improcedibilità di tutti i ricorsi per la dichiarazione di fallimento depositati tra il 9 marzo e il 30 giugno 2020, allo scopo, da un lato, di allentare la pressione, dovuta alle istanze di fallimento di terzi, sugli imprenditori e, dall’altro lato, di esonerare questi ultimi dalla presentazione dell’istanza di fallimento in proprio.

La motivazione dell’innovativa sentenza oggi in esame muove dalla lettera dell’art. 10 del Decreto Liquidità. La norma, infatti, si riferisce unicamente ai ricorsi presentati ai sensi dell’art. 15 l.f. dai creditori, tacendo, invece, con riguardo all’art. 14 l.f., che disciplina il ricorso per il fallimento in proprio dell’impresa.

Secondo il Collegio di Piacenza, la formulazione letterale del predetto art. 10 non può che essere decisiva, dovendosi l’intenzione del legislatore desumere dal tenore letterale della norma, che non si riferisce esplicitamente all’improcedibilità dei ricorsi per la dichiarazione di fallimento in proprio presentati dai debitori.

Nel caso di specie, inoltre, non ricorre, la finalità protettiva dell’improcedibilità, volta a tenere indenni le imprese da uno stato di insolvenza derivante da fattori esogeni e straordinari come la pandemia in corso.

L’impresa che ha chiesto il proprio fallimento, infatti, si trova in una situazione di insolvenza conclamata da cui non si potrebbe risollevare e che si era manifestata a prescindere dalla crisi economica causata dal Covid-19 nel corso degli anni precedenti.

Per di più, all’udienza prefallimentare, tenutasi in data 20 aprile 2020, la società stessa insisteva per la declaratoria di fallimento, disinteressandosi della protezione introdotta dal Decreto Liquidità.

Il principio espresso dal Tribunale di Piacenza, secondo il quale l’improcedibilità dell’istanza di fallimento in proprio non opererebbe anche quando l’incapacità di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni si sia già manifestata in modo definitivo prima della situazione emergenziale, rimette in luce alcuni dubbi sollevati dall’art. 10 del Decreto Liquidità. È chiaro, infatti, che i presupposti un’istanza di fallimento già depositata il 9 marzo 2020 non possono essere ricondotti interamente all’emergenza da Covid-19.

Sarà interessante vedere se altri Tribunali seguiranno questa linea interpretativa, considerando procedibili i ricorsi presentati dagli imprenditori per la dichiarazione del proprio fallimento ai sensi dell’art. 14 l.f. in ragione di uno stato di insolvenza antecedente all’attuale crisi economica.

Trib. Piacenza, Sez. Fall., 8 maggio 2020

Lodovico Dell’Oro – l.delloro@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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