Diritto Processuale Civile

Estinzione del processo: la sentenza che rigetta il reclamo si impugna con ricorso

Cass., 8 ottobre 2013, Sez. Un., n. 22848 (leggi la sentenza per esteso)

Con sentenza n. 22848 dell’8 ottobre 2013 le Sezioni Unite hanno avuto modo di dirimere un dubbio interpretativo riguardante le modalità di impugnazione della sentenza reiettiva il reclamo emessa ai sensi dell’art. 308 c.p.c. II comma.

La vicenda occorsa riguarda l’emissione di un’ordinanza di estinzione nel corso di un processo esecutivo avverso la quale veniva promosso reclamo, che veniva a sua volta rigettato con sentenza per tardività.

Si promuoveva appello nei 30 giorni successivi alla pronuncia, con atto di citazione, il quale veniva parimenti rigettato, in quanto non introdotto nel rispetto della disciplina prevista per il rito camerale, dunque con ricorso e comunque l’atto di citazione non era stato depositato in cancelleria nel termine di 30 giorni dalla notifica della sentenza, di modo da permetterne la conversione.

Veniva infine promosso ricorso in Cassazione, ma stante la copiosa giurisprudenza in merito alle modalità di introduzione dell’appello avverso la sentenza che rigetta il reclamo, la questione veniva sottoposta con ordinanza interlocutoria alle Sezioni Unite al fine di risolvere i dubbi esegetici riguardanti l’argomento.

La pronuncia così resa dalle SS.UU. n. 22848 dell’8/10/2013 appare del tutto chiarificatrice. Il gravame avverso la sentenza di estinzione del procedimento, in quanto disciplinato dal disposto di cui all’art. 130 disp. att. c.p.c., che fissa le regole del rito camerale, postula che questo sia proposto con ricorso da depositarsi nel termine di 30 giorni dalla notifica della sentenza impugnata presso la cancelleria ovvero con citazione da depositarsi nel medesimo termine.

Infatti è ammessa la sanatoria in via di conversione ex art. 156 c.p.c. solo nei 30 giorni successivi alla pronuncia, se l’atto di citazione sia stato in detti termini non solo notificato ma anche depositato presso la competente cancelleria.

Pertanto il ricorso in Cassazione veniva rigettato, confermando la pronuncia della Corte d’Appello di Firenze perfettamente aderente ai principi su affermati.

(Valentina Rigatti – v.rigatti@lascalaw.com)

11 novembre 2013

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