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Esito negativo della notifica: obbligo immediato di riattivarsi per completarla

La Suprema Corte, con la sentenza in esame, è tornata a pronunciarsi sul tema dell’esito negativo della notifica e sul conseguente obbligo gravante in capo alla parte interessata a dare impulso alla ripresa del procedimento notificatorio.
In particolare, le Sezioni Unite, richiamando la giurisprudenza di legittimità ormai consolidata sul punto, hanno dichiarato che, nel caso in cui la notificazione di un atto processuale da compiere entro un termine perentorio non si concluda positivamente per circostanze non imputabili al richiedente, questi ha la facoltà e l’onere di richiedere la ripresa del procedimento notificatorio. In tal caso la notificazione, ai fini del rispetto del termine, avrà effetto fin dalla data della iniziale attivazione del procedimento.
Tale continuità, tuttavia, come precisato nella medesima sentenza, è subordinata alla presenza di determinate condizioni.
In primo luogo, deve essere la parte istante che, venendo a conoscenza dell’esito negativo della notifica, deve attivarsi in piena autonomia per completare il processo notificatorio. A tal fine, inoltre, deve escludersi la possibilità di chiedere una preventiva autorizzazione del giudice.
In secondo luogo, la parte interessata deve completare la notificazione con “immediatezza” appena appresa la notizia dell’esito negativo della notificazione e tale attività deve svolgersi con tempestività. Sul punto, peraltro, viene richiamata la precedente giurisprudenza delle sezioni semplici che già richiedeva la sollecita diligenza da parte dell’interessato alla ripresa del procedimento notificatorio.
La sentenza in commento, peraltro, non si limita a chiarire i predetti principi ma va oltre, affermando che dal sistema possa anche desumersi un limite massimo del tempo necessario per riprendere e completare il processo notificatorio relativo alle impugnazioni, una volta avuta conoscenza dell’esito negativo della prima richiesta. Tale termine, invero, viene fissato in misura pari alla metà del tempo indicato per ciascun tipo di atto di impugnazione dall’art. 325 c.p.c..
In conclusione, dunque, le Sezioni Unite hanno chiarito che, in caso di esito negativo della notifica, per causa non imputabile alla parte richiedente, sussiste in capo a quest’ultima l’obbligo di attivarsi con immediatezza per la ripresa del procedimento notificatorio e di svolgere con tempestività gli atti necessari al suo completamento. I requisiti di immediatezza e tempestività non possono ritenersi sussistenti, con riguardo alla notifica degli atti di impugnazione, qualora sia stato superato il limite di tempo pari alla metà dei termini indicati dall’art. 325 c.p.c., salvo circostanze eccezionali di cui sia data rigorosa prova.

Cass., Sez. Un., 15 luglio 2016, n. 14594 (leggi la sentenza)

Mirko La Caram.lacara@lascalaw.com

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