Diritto dell'Esecuzione Forzata

Esecuzione presso terzi con debitore residente all’estero

Tribunale di Milano, Sez. Terza Civile, n. 3350/2015 (leggi la sentenza)

La questione che la Terza Sezione Civile del Tribunale di Milano ha dovuto affrontare nella sentenza in commento appare di particolare interesse, in quanto relativa ad una fattispecie in cui in Studio ci imbattiamo sempre più di frequente.

Ciò soprattutto a seguito della recente introduzione (ad opera del D.L. 12/9/2014  n. 132) del nuovo art. 26bis, il quale prevede che, fuori dei casi in cui il terzo sia una pubblica amministrazione per i quali vale la regola previgente (competenza del giudice della sede del terzo), per l’espropriazione forzata di crediti è competente il giudice del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio la dimora o la sede.

Nel caso di specie, la controversia vede protagonista una società svizzera, avente sede legale nello Stato elvetico, la quale, al fine di vedere soddisfatto un proprio credito vantato nei confronti di un cittadino italiano, iscritto all’AIRE del Comune di Milano e residente in Banglamun (Thailandia), procedeva alla notifica di atto di pignoramento nei confronti di una S.r.l con sede a Milano e nei confronti della Direzione Regionale lombarda dell’INPS, anch’essa con sede a Milano, intimando a queste ultime, in forza di lodo arbitrale emesso dalla Camera di Commercio, dell’Industria e dell’Artigianato del Canton Ticino e dichiarato efficace nel territorio dello Stato dalla Corte d’Appello di Roma, di bloccare qualsiasi disposizione di somme o crediti dovuti al proprio debitore.

Ebbene, sono due le valutazioni che il giudice milanese ha dovuto effettuare, seguendo un iter logico che lo ha portato, in via preliminare, a verificare l’eventuale sussistenza della giurisdizione esecutiva del giudice italiano e, successivamente, a decidere a quale giudice fosse attribuibile la competenza nel pendente procedimento di espropriazione forzata.

Nel pronunciarsi sul primo punto, il Giudice ha tenuto conto dell’art. 4.1 della Convenzione di Lugano del 2007 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materie civile e commerciale, ad esclusione di quelle aventi ad oggetto diritti prettamente personali, sottoscritta da tutti i Paesi membri della Comunità Europea.

Questo dispone: “Se il convenuto non è domiciliato nel territorio di uno Stato vincolato dalla presente convenzione, la competenza è disciplinata, in ciascuno Stato vincolato dalla presente Convenzione, dalla legge di quello Stato, salva l’applicazione degli articoli 22 e 23”.

L’art.  22 n. 5 della medesima Convenzione prevede che, indipendentemente dal domicilio, “in materia di esecuzione delle decisioni”, hanno competenza esclusiva “i giudici dello Stato vincolato dalla presente convenzione nel cui territorio ha luogo l’esecuzione”.

Alla luce di quanto sopra il Tribunale di Milano, rilevando che, in caso di espropriazione di crediti, aventi  questi intrinseca natura immateriale, non è agevole individuare lo Stato in cui ha avuto luogo l’esecuzione, ha ritenuto di dover interpretare la norma da ultimo citata, conformemente agli orientamenti della Corte di Giustizia europea consolidatisi con riferimento all’interpretazione dell’art. 16 della Convenzione di Bruxelles del 1968 (la cui fattispecie è stata ripresa dall’art. 22 Conv. Lug.), “che rispondono all’esigenza di individuare quale giudice legittimato a conoscere in via esclusiva della controversia il giudice che, in quanto in condizione di maggior prossimità con la  controversia, sia in grado di assicurare la massima efficienza nell’amministrazione della giustizia”.  

Sulla scorta di tali argomentazioni, quindi, avendo ravvisato una maggiore vicinanza del giudice italiano al procedimento in itinere, il Tribunale di Milano ha ritenuto sussistere la giurisdizione esecutiva italiana.

Sciolto tale nodo, la seconda questione da risolvere è quella relativa alla individuazione del giudice munito di competenza esecutiva nel caso di specie e, per comporre tale quesito, Il Tribunale ha in primis verificato l’eventuale applicabilità dell’art. 26 bis c.p.c. – rubricato “Foro relativo all’espropriazione forzata di crediti” –  introdotto nel nostro ordinamento dal D.L. n. 132/2014, convertito dalla L. n. 162/2014.

Secondo la norma richiamata “Quando il debitore è una delle pubbliche amministrazioni indicate dall’articolo 413, quinto comma, per l’espropriazione forzata di crediti è competente, salvo quanto disposto dalle leggi speciali, il giudice del luogo dove il terzo debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede.
Fuori dei casi di cui al primo comma, per l’espropriazione forzata di crediti è competente il giudice del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede
.”

Il Tribunale di Milano, essendo la sede del terzo presso il quale è stato fatto valere il titolo esecutivo situata nel territorio del proprio circondario, è giunto a ravvisare la propria competenza nel caso di specie, non avendo ritenuto sussistere competenza in capo ad alcun altro giudice italiano, secondo i criteri dettati dalla predetta norma.

1 dicembre 2015

Biagio Torsello – b.torsello@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Attento a come quereli, il falso va provato!

Con una recentissima ordinanza, il Tribunale di Arezzo è intervenuto nel dibattito giurisprudenzial...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

La Corte di Cassazione ha chiarito il rapporto temporale sussistente tra l’interesse ad agire e la...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

Il Tribunale di Milano ha ritenuto la copia per immagine della procura speciale notarile, con la qua...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

X