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Esecuzione: quando infruttuosità fa rima con opponibilità

L’ordinanza che dichiara la chiusura anticipata della procedura esecutiva per infruttuosità, ai sensi dell’art. 164 bis disp. att. c.p.c., deve essere impugnata con lo strumento dell’opposizione agli atti esecutivi di cui all’art. 617 cpc.

Questo è il principio affermato dalla Corte di Cassazione con ordinanza n. 7754 del 28 marzo 2018.

La pronuncia in commento è intervenuta a colmare la lacuna normativa che si era creata, all’indomani dell’introduzione dell’art. 164 bis disp. att. c.p.c., per opera del D.Lgs. 132/14 convertito con Lg. 162/14, individuando il rimedio esperibile avverso i provvedimenti di estinzione anticipata della procedura esecutiva per infruttuosità.

L’ordinanza, in particolare, è stata emessa all’esito di un ricorso straordinario per Cassazione ex art. 111 Cost., proposto avverso il provvedimento ex art. 164 bis disp. att. c.p.c. con cui era stata dichiarata l’estinzione dell’esecuzione incardinata.

I giudici di legittimità hanno sanzionato il predetto ricorso di inammissibilità.

A giustificare la dichiarata inammissibilità, è stato ribadito dalla Corte il principio per cui lo strumento del ricorso ex art. 111 Cost. è un rimedio da utilizzare esclusivamente avverso i provvedimenti che hanno natura di definitività.

Al di fuori di tali ipotesi, e con particolare riguardo al processo esecutivo, le pronunce debbono, invece, essere impugnate facendo ricorso agli istituti offerti dagli articoli 617 e 630 c.p.c.

Il reclamo ex art 630 c.p.c., nello specifico, può essere impiegato a fronte dei provvedimenti che dispongono la chiusura dell’esecuzione per inattività delle parti, oltre che nelle ipotesi in cui è espressamente previsto dalla legge.

Per tutti i restanti atti esecutivi, invece, ogni doglianza deve essere rilevata proponendo l’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c.

Pertanto, la pronuncia di estinzione ex art. 164 bis disp. att. c.p.c., che – ha osservato la Corte – non è tipizzata dall’art. 630 c.p.c. e neppure ha il carattere definitività, è impugnabile ai sensi dell’art. 617 c.p.c.

L’ordinanza in esame, da ultimo, ha compensato le spese di lite per il carattere inedito del principio di diritto affermato.

Cass., Sez. VI – 3 Civ., 28 marzo 2018, ordinanza n. 7754

Cristina Pergolari – c.pergolari@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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