Diritto dell'Esecuzione Forzata

Esecuzione immobiliare: il mancato rinnovo dell’iscrizione ipotecaria alla scadenza del ventennio pregiudica il privilegio del creditore

Prendendo spunto dalla sentenza n. 7570/2011 della Suprema Corte di Cassazione, il Giudice dell’Esecuzione immobiliare del Tribunale di Taranto ha rigettato con ordinanza la richiesta di sospensione avanzata, da un creditore intervenuto, nel contesto dell’opposizione agli atti esecutivi spiegata al fine di eccepire il declassamento del proprio credito dal rango di credito privilegiato a quello di chirografario.

Il fatto. In sede di predisposizione del progetto di distribuzione del ricavato della vendita di parte del compendio pignorato, non si teneva conto dell’iscrizione ipotecaria accesa nel 1988, e non rinnovata alla scadenza, dalla società intervenuta. Le eccezioni sollevate da quest’ultima, con ricorso in opposizione ex art. 617 c.p.c, richiamavano un potere d’ufficio della Conservatoria competente, che avrebbe dovuto provvedere alla rinnovazione a prescindere da una precisa istanza del creditore, esattamente come avverrebbe in materia di mutui fondiari.

Il Giudice dell’Esecuzione immobiliare, con ordinanza del 15/02/2013, decide quindi di applicare alla lettera il disposto dell’art. 2847 c.c., ai sensi del quale “L’iscrizione conserva il suo effetto per venti anni dalla sua data. L’effetto cessa se l’iscrizione non è rinnovata prima che scada detto termine”, ritenendo non fondate le argomentazioni spiegate, atteso che, oltre al potere del Conservatore di rinnovare l’iscrizione d’ufficio, vi è parimenti quello del mutuante di richiedere in ogni tempo e senza alcun onere il rinnovo, precisando infine che in ogni caso il rinnovo deve avvenire nei modi e nei termini previsti dalla legge.

La materia dei mutui fondiari non prevede, infatti, alcuna efficacia illimitata dell’iscrizione, non potendosi altrimenti spiegare la previsione della rinnovazione e, quindi, di una data di scadenza dell’efficacia medesima. Né pare corretto richiamare in questa sede la possibilità, in materia fallimentare, per il creditore che si sia insinuato nel passivo e sia stato ammesso a concorrere insieme ad altri creditori, di mantenere il proprio privilegio anche senza aver rinnovato l’iscrizione, data la sostanziale diversità di questa procedura rispetto a quella dell’esecuzione individuale, priva della fase di verifica dei crediti.

La rinnovazione dell’iscrizione ipotecaria trova la propria ragion d’essere in principi come la tutela dell’affidamento dei terzi e la sicurezza della circolazione dei beni, in relazione ai quali il regime della pubblicità immobiliare ha un valore pregnante. La società intervenuta, dunque, al fine di tutelare il proprio privilegio, avrebbe dovuto aver cura di rinnovare l’iscrizione a suo tempo eseguita, come un qualunque altro creditore fondiario. In mancanza di ciò, è legittimo degradare il credito da privilegiato a chirografario.

(Barbara Giuffrè – b.giuffre@lascalaw.com)

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