Diritto dell'Esecuzione Forzata

Esecuzione forzata e prova documentale

Cass., 20 aprile 2012, Sez. II, n. 6265

Massima: “L’incasso dell’assegno post-datato, in quanto successivo alla notificazione del pignoramento presso il terzo, non è opponibile al creditore pignorante ex articola 2917 Cc anche se, in ipotesi, la dazione dell’assegnoal creditore, debitore esecutato, abbia preceduto il pignoramento, dovendosi inoltre ricordare, in tema di riparto dell’onere della prova, che nel giudiziodi accertamento dell’obbligo del terzo al creditore spetta l’onere di provare il fatto costitutivo dell’obbligo del terzo, mentre quest’ultimo ha l’onere di provare di avere estinto la sua obbligazione prima del pignoramento.” (leggi la sentenza per esteso)

L’oggetto della sentenza in commento attiene all’individuazione del momento in cui si determina l’estinzione del credito nell’ipotesi di atto di pignoramento presso terzi. L’individuazione di tale momento è di fondamentale importanza, in considerazione del fatto che, ai sensi di quanto dispone l’art. 2917 c.c., l’estinzione del credito pignorato non ha effetto in danno del creditore procedente e dei creditori intervenuti se la stessa  si è determinata successivamente al pignoramento. Nel caso sottoposto al vaglio del Giudice di legittimità la parte ricorrente (terza pignorata nella procedura esecutiva) si doleva dal fatto che i giudici dei primi due gradi di giudizio avevano rigettato la domande volte all’accertamento dell’intervenuta estinzione del credito anteriormente al pignoramento. La Corte di Cassazione, chiamata ad occuparsi della questione, ha rigettato il ricorso proposto confermando le statuizioni dei giudici di merito di primo e secondo grado. Al riguardo la Suprema Corte ha fondato la propria pronuncia essenzialmente sulla base delle seguenti argomentazioni giuridiche. In primo luogo il Giudice di legittimità ha ritenuto  che la quietanza non fosse opponibile al creditore pignorante, giacchè sprovvista del requisito della data certa e che il requisito della data certa non potesse desumersi dalla data della fattura concernente il pagamento effettuato dalla ricorrente (terzo pignorato) a favore della creditrice (debitrice del creditore pignorante).   La Suprema Corte ha affermato che in ambito di processo civile non opera la presunzione di cui all’art. 6, comma 3, D.P.R. n. 633/1972 (operante a fini fiscali), secondo il quale “le prestazioni di servizi si considerano effettuate all’atto del pagamento del corrispettivo”. Infatti nell’ipotesi in cui la fattura venga emessa prima del pagamento la conseguenza è che detto documento contabile non può tener luogo di una quietanza, né attribuire alla quietanza una data certa che questa non abbia. In secondo luogo la Suprema Corte ha affermato che la dazione dell’assegno non costituisce fatto estintivo dell’obbligazione di pagamento. A tal fine, infatti, l’effetto estintivo si determinerà esclusivamente nel momento in cui l’assegno venga presentato all’incasso e venga concretamente conseguita la disponibilità della somma di denaro. Nel caso sottoposto al vaglio della Suprema Corte non era stata raggiunta in giudizio la prova che l’assegno fosse stato incassato antecedentemente il pignoramento, ragion per cui il pagamento del terzo pignorato non era opponibile al creditore pignorante ai sensi dell’art. 2917 c.c.

 (Filippo Basile – f.basile@lascalaw.com)

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