L’interesse è concreto. Se non ripeti, che interesse c’è?

Esecuzione e concordato preventivo: le incertezze della giurisprudenza

È onere del creditore interessato riassumere l’esecuzione nei termini di cui all’art. 627 cpc nel caso in cui la procedura concorsuale venga estinta.

L’effetto che si dipana dalla presentazione della domanda di concordato preventivo sull’instaurata esecuzione immobiliare è, a tutt’oggi, ancora dibattuta. Perfino all’interno della Suprema Corte si sono susseguiti arresti giurisprudenziali contrastanti; a titolo esemplificativo nella sentenza del 9 aprile 2015 della terza sezione si riteneva il concordato “causa di sospensione” dell’esecuzione pendente mentre nella sentenza del successivo 22 dicembre, emanata dalla prima sezione, veniva classificava come “causa di improseguibilità”.

Il Tribunale di Prato, con l’ordinanza del 30 aprile scorso, si è allineato alla giurisprudenza più garantista per i creditori, ossia quella che fa discendere, dalla presentazione della domanda di concordato, un mero effetto sospensivo e non l’improcedibilità per le esecuzioni già instaurate.

Di conseguenza, a fronte della mancata omologa della procedura concordataria, le operazioni per la vendita dei beni pignorati potrebbe senz’altro riprendere su istanza tempestiva dei creditori.

Per istanza tempestiva, quindi, il Tribunale ha precisato che si intende quella proposta nei termini di cui all’art. 627 c.p.c. considerando, quale dies a quo, quello in cui i creditori “hanno avuto o avrebbero dovuto avere conoscenza legale dell’estinzione dell’evento che aveva causato la sospensione”, ossia dalla data del provvedimento di dichiarazione dell’estinzione della procedura concorsuale ovvero da quello in cui, secondo le forme della pubblicità legale, tale provvedimento è stato reso noto tramite l’annotamento nel registro delle imprese.

Il Tribunale ha, infatti, ritenuto che sia onere del creditore che ne ha l’interesse monitorare l’evoluzione della procedura concorsuale, seppure in modo informale ovvero chiedendo periodiche visure camerali, in modo da potersi prontamente attivare, magari con la richiesta di un’udienza interlocutoria in sede esecutiva, per evitare il decorrere del succitato termine semestrale e la conseguente declaratoria di estinzione della procedura.

Michela Crestani – m.crestani@lascalaw.com

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