Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Esdebitazione e amministrazione straordinaria: nessuna incompatibilità

Il Tribunale di Torino, con un provvedimento dello scorso febbraio, ha accolto l’istanza di esdebitazione di un socio illimitatamente responsabile di una società assoggettata ad amministrazione straordinaria.

Si tratta di una decisione senza precedenti, che per la prima volta affronta la questione dell’esdebitazione nell’ambito dell’amministrazione straordinaria, atteso che la disciplina contenuta nel Decreto Legislativo n. 270/1999 (Nuova disciplina dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza) non regola espressamente l’istituto dell’esdebitazione, né contiene rinvii alla legge fallimentare sul punto.

Secondo il Tribunale di Torino, la predetta lacuna normativa determina una disparità di trattamento, irragionevole ed ingiustificata, tra la posizione giuridica della persona fisica dichiarata fallita e quella degli altri soggetti che, ancorché non assoggettati alla procedura fallimentare, si trovano in situazioni analoghe, come, nella specie, le persone fisiche sottoposte alla procedura di amministrazione straordinaria per estensione.

Come si legge nelle motivazioni del provvedimento in commento «nel vigente sistema delle procedure concorsuali è rinvenibile un generale favor esdebitatorio, che è dato riscontrare non solo nell’ordinamento interno, nel quale il legislatore nella Legge n. 155/2017 avente ad oggetto la delega al Governo per la riforma delle discipline concorsuali, ha manifestato l’intenzione di estendere il beneficio dell’esdebitazione alle insolvenze minori, ma anche nell’ordinamento europeo, come emerge dalla Raccomandazione 12 marzo 2014 della Commissione Europea, la quale ha evidenziato l’opportunità di prevedere strumenti che riducano gli effetti negativi del fallimento sugli imprenditori, prevedendo la completa liberazione dai debiti dopo un lasso di tempo massimo».

L’applicazione analogica dell’istituto dell’esdebitazione (previsto dagli artt. 142, 143 e 144 l. fall.) alla procedura di amministrazione straordinaria, secondo le conclusioni del Tribunale, si fonda sull’identità di ratio sottesa ad entrambe le procedure, le quali prevedono lo spossessamento dei beni del soggetto coinvolto e sono tese all’apertura del concorso tra i creditori del medesimo.

Tribunale di Torino, sentenza del 12 febbraio 2019

Riccardo Cammarata – r.cammarata@lascalaw.com

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