L’interesse è concreto. Se non ripeti, che interesse c’è?

Esclusione illegittima: il Giudice sospende la delibera senza contraddittorio

Il Tribunale di Torino – Sezione specializzata in materia di Impresa, con decreto emesso inaudita altera parte, ha stabilito che l’efficacia della delibera assembleare di esclusione del socio che si manifesti, anche ad un sommario esame, illegittima deve essere sospesa dal Giudice su ricorso del socio anche senza la necessaria previa convocazione della società convenuta.

A parere del Tribunale, infatti, in tali circostanze “qualora l’efficacia della delibera non venisse immediatamente sospesa, senza previa fissazione dell’udienza di comparizione delle parti, i diritti sociali dell’odierna ricorrente verrebbero compromessi e ciò in quanto XXX (il socio n.d.r.) verrebbe privata della possibilità di esercitare le prerogative legate al proprio status di socio”.

Nel caso affrontato dal Tribunale torinese, il socio di una società a responsabilità limitata impugnava la deliberazione dell’assemblea dei soci che ne aveva disposto l’esclusione per giusta causa ai sensi delle previsioni statutarie. Contestualmente all’impugnazione, il socio depositava ricorso cautelare ai sensi dell’art. 2378 c.c.. al fine di ottenere l’immediata sospensione dell’efficacia della delibera.

L’art. 2378, 3° comma, c.c., infatti, prevede che “Con ricorso depositato contestualmente al deposito, anche in copia, della citazione, l’impugnante può chiedere la sospensione dell’esecuzione della deliberazione. In caso di eccezionale e motivata urgenza, il presidente del tribunale, omessa la convocazione della società convenuta, provvede sull’istanza con decreto motivato, che deve altresì contenere la designazione del giudice per la trattazione della causa di merito e la fissazione, davanti al giudice designato, entro quindici giorni, dell’udienza per la conferma, modifica o revoca dei provvedimenti emanati con il decreto, nonché la fissazione del termine per la notificazione alla controparte del ricorso e del decreto”.

Nello specifico, il socio lamentava che la delibera era stata assunta a seguito di una convocazione viziata e che l’esclusione era stata fondata su motivazioni palesemente infondate.

Il Tribunale dunque rilevava che, ad un sommario esame, la delibera appariva illegittima e che l’esclusione del socio costituisce un caso di eccezionale e motivata urgenza che giustifica la concessione del provvedimento di sospensione cautelare dell’efficacia della delibera impugnata senza la preventiva convocazione della società convenuta, poiché una siffatta delibera priva il socio della possibilità di esercitare le prerogative legate al proprio status.

Il Tribunale, dunque, ravvisata tale eccezionale e motivata urgenza, disponeva la sospensione dell’efficacia della delibera impugnata inaudita altera parte ossia rimandando il contradittorio con la società convenuta ad un momento successivo rispetto all’adozione del provvedimento cautelare.

Con l’occasione, il Tribunale ha ribadito la competenza del giudice ordinario ad emettere il provvedimento di sospensione degli effetti della delibera impugnata pur in presenza di una clausola compromissoria che attribuisca ad un organo arbitrale la decisione nel merito dell’impugnazione e nonostante dunque il dettato dell’art. 35, comma 5°, del d.lgs 5/2003. Ciò tuttavia, conformemente a quanto stabilito da un orientamento costante della giurisprudenza, quando ricorrano specifiche circostanze del caso concreto: “la sospensione cautelare del provvedimento impugnato può essere richiesta al Tribunale secondo le norme ordinarie con ruolo vicario e suppletivo, tutte le volte in cui, in concreto, gli arbitri non abbiano la possibilità di intervenire efficacemente con l’esercizio del potere cautelare (ad esempio per la mancata instaurazione del procedimento arbitrale o a causa dei tempi tecnici di costituzione dell’organo), al fine di garantire agli interessati la piena e concreta fruizione del diritto di agire in giudizio ex art. 24 della Costituzione (norma di cui l’effettività della tutela cautelare costituisce componente essenziale ed immanente al fine di evitare che la durata del processo si risolva in un danno della parte che ha ragione)”.

Trib. Torino, Sez. Impresa, 12 luglio 2019, n. 699

Fabio Dalmasso – f.dalmasso@lascalaw.com

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