Errore nel piano di riparto da parte del curatore? Modifica ammessa

Errore nel piano di riparto da parte del curatore? Modifica ammessa

Il Tribunale di Teramo ha affrontato di recente una questione che potrebbe sembrare banale, ma che in realtà presenta una certa rilevanza, soprattutto per la posizione dei creditori in favore dei quali sono previsti dei riparti in sede fallimentare.

Secondo il Tribunale, il curatore, essendosi avveduto di un errore nella redazione del piano di riparto, in riferimento al quale non sono ancora spirati i termini per proporre reclamo, può senz’altro apportare modifiche o redigere un nuovo piano di riparto.

Questo perché rientrerebbe nei poteri del curatore, qualora si avveda della necessità di correggere il piano di riparto, intervenire su un atto proprio, allo scopo di modificarlo o correggerlo, essendo poi rimessa ai creditori la valutazione se proporre o meno reclamo ai sensi dell’art. 36 l. fall..

Ricordiamo che ai sensi dell’art. 110 l. fall. «il giudice ordina il deposito del progetto di ripartizione in cancelleria, disponendo che a tutti i creditori, compresi quelli per i quali è in corso uno dei giudizi di cui all’articolo 98, ne sia data comunicazione mediante l’invio di copia a mezzo posta elettronica certificata. I creditori, entro il termine perentorio di quindici giorni dalla ricezione della comunicazione di cui al secondo comma, possono proporre reclamo al giudice delegato contro il progetto di riparto ai sensi dell’art. 36. Decorso tale termine, il giudice delegato, su richiesta del curatore, dichiara esecutivo il progetto di ripartizione».

Ai sensi dell’art. 36 l. fall. «contro gli atti di amministrazione del curatore, contro le autorizzazioni o i dinieghi del comitato dei creditori e i relativi comportamenti omissivi, il fallito e ogni altro interessato possono proporre reclamo al giudice delegato per violazione di legge, entro otto giorni dalla conoscenza dell’atto o, in caso di omissione, dalla scadenza del termine indicato nella diffida a provvedere. Il giudice delegato, sentite le parti, decide con decreto motivato, omessa ogni formalità non indispensabile al contraddittorio».

Non rientrano nel novero dei soggetti legittimati a proporre reclamo i creditori tardivi, sulla cui domanda il giudice non si sia ancora pronunciato al momento del deposito del progetto di riparto.

Tribunale di Teramo, decreto del 23 maggio 2019

Riccardo Cammarata – r.cammarata@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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