Diritto Processuale Civile

E’pignorabile l’immobile acquistato con una parte di denaro ereditato con beneficio di inventario

Cass., 26 luglio 2012, Sez. III, n. 13206

Massima: “In caso di accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario, la vendita di un bene ereditario e il reinvestimento del denaro ricavato, rispettati gli oneri procedurali imposti dagli artt. 747 e segg. cod. proc. civ., non rendono il bene dell’erede impignorabile da parte dei creditori del de cuius, i quali ben potranno pertanto sottoporlo ad esecuzione e rivalersi sul ricavato, nei limiti del valore del bene ereditario, ove l’erede, proponendo la relativa eccezione, faccia valere il beneficio.” (leggi la sentenza per esteso)

La Cassazione Civile si è pronunciata con una recente sentenza n. 13206/2012 respingendo il ricorso di una madre, tutrice della figlia minore, che si era opposta al pignoramento della casa acquistata con parte del denaro ricavato dall’eredità del marito/padre, accettata con beneficio di inventario.

La Cassazione nel pronunciarsi muove dalla considerazione che la dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario – mediante cui si realizza la separazione del patrimonio del defunto e la restrizione della responsabilità dell’erede intra vires hereditatis – è sempre una dichiarazione di accettazione dell’eredità, per cui l’erede acquista i diritti caduti nella successione e diviene soggetto passivo delle relative obbligazioni.

A differenza del chiamato all’eredità che non abbia ancora accettato, l’erede beneficiato è legittimato in proprio a resistere e contraddire. Infatti la pronuncia di condanna al pagamento dell’intero debito ereditario andrà emessa nei suoi confronti salvo che la responsabilità andrà contenuta intra vires hereditatis nel caso in cui abbia fatto valere il beneficio, proponendo la relativa eccezione (cfr. Cass. Civ. 6488/07).

In tale contesto è stato affermato che il beneficio di inventario limita normalmente la responsabilità dell’erede non solo al valore ma anche ai beni allo stesso pervenuti assoggettando questi e non quelli all’esecuzione forzata. Ciò però non significa che la vendita del bene ereditario ed il reinvestimento del denaro ricavato purghi l’acquisto.

Il punto centrale della disciplina per cui la responsabilità dell’erede che ha accettato con beneficio di inventario è limitata. è il valore dei beni e, per evitarne la dispersione il legislatore ha previsto che gli atti vadano autorizzati e che, in certi casi il giudice fissi le modalità per la conservazione ed il reimpiego del prezzo ricavato.

La ratio della norma dell’accettazione del’eredità con beneficio di inventario è di bloccare il valore del bene così che i creditori possano comunque soddisfarsi intra vires.

Il principio di diritto che si ricava dalla sentenza di cui in epigrafe è che in caso di accettazione dell’eredità beneficiata le vendita di un bene ed il reivestimento del denaro ricavato non rendono il bene impignorabile da parte dei creditori del de cuius che potranno procedere con l’esecuzione nei limiti del valore del bene ereditario dove l’erede faccia valere il beneficio proponendo la relativa eccezione.

(Federica Martini – f.martini@lascalaw.com)

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