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Emessa ad agosto l’attesa delibera CICR

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in data 5.08 u.s., ha annunciato l’avvenuta adozione della delibera CICR, di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, tramite la quale viene infine data attuazione all’art. 120, secondo comma, TUB, così come modificato dall’articolo 17-bis d.l. 14 febbraio 2016, n. 18 (convertito nella legge 8 aprile 2016, n. 49). La delibera sostituisce quella precedente del 9.02.2000.

Dopo oltre due anni, durante i quali la giurisprudenza e la dottrina hanno assunto posizioni spesso contrastanti al loro interno, la nota questione dell’anatocismo sembra trovare una soluzione.

In modo molto sintetico, si ricorda che – con la legge di stabilità del 2014 – veniva modificato il testo dell’art. 120, secondo comma, TUB, introducendo – a detta di molti – un divieto immediato di capitalizzazione periodica degli interessi (ossia il divieto dell’anatocismo). La norma affidava al CICR il compito di dettare le modalità operative, ma la delibera non è mai stata emessa e, nel frattempo, aumentavano in modo esponenziale le cause promosse ai danni degli istituti di credito. Tali giudizi, come detto, hanno portato a soluzioni alquanto diverse, accentuando ancora di più la problematica. Da ultimo, pochi mesi fa l’art. 120, secondo comma TUB, veniva ulteriormente modificato.

Finalmente, il 3.08.2016, il CICR ha adottato la tanto attesa delibera, che dispone come segue.

In primo luogo, la medesima stabilisce alcune regole generali, ossia:

  • – gli interessi debitori maturati nelle operazioni di raccolta del risparmio ed esercizio del credito, non possono produrre interessi, ad eccezione di quelli di mora;
  • – agli interessi moratori si applicano le disposizioni del codice civile;
  • – l’imputazione dei pagamenti è regolata in conformità al disposto dell’art. 1194 c.c.

Con riguardo alle singole operazioni, viene quindi previsto che:

  1. A. rapporti di conto corrente o di conto di pagamento:
  • – nel conteggio degli interessi creditori e debitori è assicurata la stessa periodicità, non inferiore ad un anno;
  • . gli interessi sono conteggiati al 31 dicembre di ogni anno;
  • – il conteggio è effettuato al 31 dicembre anche per i contratti stipulati in corso d’anno.
  • B. nelle aperture di credito regolate in conto corrente e conto di pagamento, nonché per gli sconfinamenti:
  • – gli interessi debitori devono essere conteggiati separatamente rispetto al capitale;
  • – il saldo periodico del capitale produce interessi nel rispetto delle disposizioni che seguono:
  •      – gli interessi debitori diventano esigibili il 1° marzo dell’anno successivo a quello di maturazione;
  •      – al cliente deve, comunque, essere concesso un periodo di 30 giorni dal ricevimento delle comunicazioni ex artt. 119 o 126 quater, comma 1, lettera b), TUB, prima che gli interessi maturati diventino esigibili. Possono essere previsti termini diversi, se più favorevoli al cliente;
  •      – il cliente può autorizzare, anche preventivamente, l’addebito degli interessi sul conto al momento in cui questi divengono esigibili. In questo caso la somma è considerata sorte capitale, ma l’autorizzazione è revocabile in qualsiasi momento, prima che intervenga l’addebito;
  •      – il contratto può stabilire che, da quando gli interessi diventano esigibili, i fondi accreditati sul conto dell’intermediario e destinati ad affluire sul conto del cliente sul quale è regolato il finanziamento siano impiegati per estinguere il debito da interessi;
  •      – gli interessi sono immediatamente esigibili, in caso di chiusura del conto; in tale ipotesi il saldo relativo alla sorte capitale può produrre interessi, secondo quanto previsto dal contratto. Quanto dovuto a titolo di interessi, non produce altri interessi.

Gli intermediari devono applicare la nuova delibera al più tardi agli interessi maturati a partire dal 1° ottobre 2016. I contratti già in corso possono essere adeguati con l’introduzione delle opportune clausole e l’adeguamento costituisce giustificato motivo ai sensi dell’art. 118 TUB, purché sia proposto entro il 30 settembre 2016. Serve, in ogni caso, il consenso espresso del cliente per autorizzare l’addebito degli interessi nel momento in cui diventano esigibili.

A questo punto, si attende di conoscere se la questione dell’anatocismo avrà trovato finalmente pace ovvero se, come ipotizzabile, emergeranno ben presto nuove problematiche e contrasti in sede applicativa, da parte della giurisprudenza.

Simona Daminellis.daminelli@lascalaw.com

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