L'indennità di occupazione è percepita dal Custode giudiziario

Emergenza Covid: dal Governo nuove misure a tutela del lavoro

È trascorso ormai più di un anno da quando in Italia, per la prima volta, veniva introdotto il divieto a carico di tutti i datori di lavoro di licenziare i propri dipendenti per giustificato motivo oggettivo, nonché di dare avvio alle procedure di licenziamento collettivo.

Dopo una serie di proroghe e al termine di un acceso confronto tra il Governo e le parti sociali in vista dell’emanazione del “Decreto Sostegni bis”, sembrava confermato che i termini definitivi delle preclusioni in materia di licenziamenti fossero quelli indicati nel primo “Decreto Sostegni” (31 ottobre per i datori di lavoro richiedenti i trattamenti di assegno ordinario, CIGD, CISOA, FIS e FSBA e 30 giugno per tutte le altre imprese).

Invece, ancora una volta il Governo è intervenuto sul tema, tutelando i lavoratori dei settori più colpiti dall’attuale crisi economica.

In particolare, il decreto-legge n. 99/2021 (pubblicato in Gazzetta ufficiale il 30 giugno) proroga fino al 31 ottobre 2021 il divieto di licenziamento nel settore della moda e del tessile, per le imprese identificate dai codici Ateco 13, 14 e 15.

I datori di lavoro in questione, a decorrere dalla data del 1° luglio 2021, nel caso in cui sospendano o riducano l’attività lavorativa, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale con causale Covid-19 per una durata massima di 17 settimane nel periodo compreso tra il 1° luglio e il 31 ottobre 2021, senza che sia dovuto alcun contributo addizionale.

Per i settori produttivi in cui, al contrario, non sussisteranno più le preclusioni in oggetto a partire la 1° luglio, è stata data (ai datori di lavoro che non possono ricorrere ai trattamenti di integrazione salariale di cui al d. lgs. 148/2015) la possibilità di fruire di un trattamento straordinario di integrazione salariale per 13 settimane e fino al 31 dicembre 2021.

Le imprese che decideranno di beneficiare della possibilità da ultimo riportata, presentando la relativa domanda, non potranno licenziare per tutta la durata del trattamento di integrazione salariale fruito entro il 31 dicembre 2021.

In merito ai suddetti divieti, sono state confermate le deroghe, le esclusioni e le eccezioni già previste dai precedenti provvedimenti governativi.

Infine, merita di essere segnalato l’accordo del 29 giugno 2021 tra il Governo e le parti sociali, in virtù del quale le aziende, a prescindere dai vari “blocchi”, si impegnano a utilizzare gli ammortizzatori sociali prima di procedere ai licenziamenti.

Consulta l’infografica

Rachele Spadafora – r.spadafora@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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