La mediazione è obbligatoria anche per il fideiussore?

Efficienza processuale e mediazione obbligatoria

Da quando il D.Lgs. n. 28 del 2010 è entrato in vigore, una delle tematiche più dibattute, con specifico riferimento all’art. 5 del decreto (che elenca le materie per le quali il tentativo di mediazione si configura quale condizione di procedibilità della domanda), risulta essere senz’altro quella vertente l’individuazione del soggetto sul quale ricade l’onere di attivazione del procedimento di mediazione.

Molte volte sulla rivista Iusletter ci si è occupati del tema, in particolar modo nella prospettiva dei giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo. In tale caso, salvo sparute pronunce, la giurisprudenza maggioritaria ritiene che sia l’attore/opponente a dover attivare il procedimento di mediazione obbligatoria.

Guardando la tematica da una prospettiva più ampia, in tutti quei giudizi ricompresi nelle macro-categorie dell’art. 5 del citato decreto si va sempre più consolidando – correttamente – l’orientamento che ritiene che debba essere l’attore ad attivare la mediazione. In difetto, il giudizio non potrà che concludersi con una declaratoria di improcedibilità della domanda (posta la mancanza, appunto, di una condizione di procedibilità prevista dalla legge).

Esattamente in tale solco si colloca la sentenza del Tribunale di Nola in commento.

Il Giudice, verificato che la materia sottesa alla controversia ricadesse nelle ipotesi di tentativo di mediazione obbligatoria e che tale esperimento non fosse avvenuto, espone le ragioni a favore dell’improcedibilità dell’azione.

Il giudicante, richiamando la pronuncia della Corte di Cassazione n. 24629 del 3/12/2015, chiarisce come l’art. 5 del D.Lgs. n. 28 del 2010 è stato specificatamente inserito dal legislatore con funzione deflattiva. Pertanto, tale previsione non può che essere interpretata “alla luce del principio costituzionale del ragionevole processo e, dunque, dell’efficienza processuale.”. Citando sempre la sentenza di legittimità indicata, prosegue il Giudice “il meccanismo della mediazione obbligatoria, mira – per così dire – a rendere il processo la extrema ratio: cioè l’ultima possibilità dopo che le altre possibilità sono risultate precluse. Quindi l’onere di esperire il tentativo di mediazione deve allocarsi presso la parte che ha interesse al processo e ha il potere di iniziare il processo.”.

A conclusione di un condivisibile iter argomentativo, il Giudice ha pertanto dichiarato l’azione improcedibile non essendo stato esperito il tentativo di mediazione obbligatoria.

Alla luce della pronuncia in commento, emerge come l’esigenza deflattiva sia sempre più sentita tanto dal legislatore quanto dalla magistratura e che chiunque – tanto nei giudizi ordinari quanto in quelli di opposizione – intenda instaurare un procedimento giudiziario, deve tenere ben a mente tale principio: senza il preventivo tentativo di mediazione obbligatoria, l’attore non può che vedersi dichiarare la propria azione improcedibile.

Tribunale di Nola, Sez. I, 23 luglio 2019

Angelo Pasculli – a.pasculli@lascalaw.com

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