Diritto dell'Esecuzione Forzata

Efficacia esecutiva del contratto di mutuo ipotecario sottoscritto dal “falsus procurator”

Cass., 13 marzo 2015, n. 5105

Nel caso oggetto della pronuncia della Corte di Cassazione del 13.03.2015 n. 5105, i giudici di legittimità hanno respinto il motivo dedotto dal debitore fondato su una presunta nullità del contratto di mutuo ipotecario stipulato dal rappresentante senza poteri della banca erogante,  la cui ratifica da parte dell’istituto bancario era avvenuta senza una forma solenne. La Cassazione, dopo aver precisato che la ratifica può risultare da comportamenti concludenti senza necessità di alcuna forma scritta o particolare, ha dichiarato la piena validità del mutuo ipotecario.

D’Altro canto autorevole e prevalente dottrina sostiene che la rappresentanza fa parte del fenomeno delle autorizzazioni private riguardanti il profilo della legittimazione negoziale e non quello della capacità, la quale ultima è solo presupposta.

Ne discende che la problematica relativa al negozio concluso dal rappresentante privo di poteri  va risolto sul piano dell’efficacia e non su quello delle validità.

In tal senso la  giurisprudenza di legittimità si è sempre divisa su due prevalenti orientamenti distinti e per certi versi similari.

Il primo inquadra la fattispecie come atto “in itinere” a formazione progressiva perfezionabile con la ratifica da parte del dominus  (Cass. Civ.  24 ottobre 2013 n. 24133).

Il secondo orientamento, aderente alla prevalente opinione dottrinale, sostiene che il contratto sia pienamente valido ma non ancora efficace; la ratifica, in quest’ultimo caso, costituisce l’elemento esterno avente la funzione, in quanto tale,  di collegarlo al suo  reale destinatario. Tramite la ratifica il falsus rappresentato rende operante nella propria sfera giuridica il negozio concluso dal falsus procurator.  Il contratto sì concluso, quindi,  non è né nullo né annullabile ma, anzi, pienamente vincolante (Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 28 dicembre 2009 n. 27399).

La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza del 13.03/2015 n. 5105 sembra aver sposato entrambi gli orientamenti in quanto da un lato ha ritenuto il negozio pienamente valido ma non ancora efficacia e dall’altro ha definito la fattispecie come un contratto in itinere a formazione progressiva ed in quanto tale né invalido né inefficace. Si legge testualmente nella sentenza de quo “…Il terzo motivo è inammissibile perchè il contratto concluso dal rappresentante senza potere non è nullo e neppure annullabile, ma soltanto inefficace nei confronti dello pseudo-rappresentato, fino all’eventuale ratifica di questo, e tale inefficacia (temporanea) è rilevabile unicamente su eccezione dello pseudo-rappresentato e non d’ufficio (Sez. 2, Sentenza n. 24133 del 24/10/2013).

Talchè i ricorrenti sono privi di interesse a dedurre la mancata ratifica di un contratto puntualmente eseguito dal rappresentato.

D’altra parte, va ricordato che il negozio rappresentativo, compiuto dal rappresentante senza poteri non è invalido nè inefficace, ma semplicemente in itinere o in stato di pendenza, ovvero un negozio a formazione successiva soggettivamente complesso, in quanto la legge prevede tale negozio come autonoma fattispecie astratta e stabilisce, soltanto che esso è revocabile per mutuo dissenso prima della ratifica, la quale non ha valore di conferma di un negozio annullabile, essendo un negozio diretto ad immettere con effetto retroattivo, nella sfera giuridica dell’interessato, il risultato dell’attività compiuta dal rappresentante senza poteri. La ratifica, nei limiti di forma voluti dal legislatore, non deve essere espressa sacramentalmente, ma solo in modo inequivoco, sì da dimostrare la volontà del (dominus) di fare proprio l’atto compiuto in suo nome dal rappresentante senza poteri (Sez. 2, n. 25/1964…”Cass. Civ. 13/03/2015 n.5105”.

12 maggio 2015

 Alberta Vettorel – a.vettorel@lascalaw.com

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