Diritto dell'Esecuzione Forzata

La surroga nella garanzia ipotecaria dopo il decreto di trasferimento

Cass., Sez. III Civile, 26 marzo 2015, n. 6082 

Con la sentenza n. 6082 del 26/03/2015, la Corte di Cassazione, sez. III ha stabilito che “la garanzia ipotecaria si trasferisce sul prezzo realizzato dalla vendita dell’immobile originariamente ipotecato. Qualora la surrogazione di un creditore ipotecario venga fatta valere nel processo esecutivo con intervento dopo la vendita del bene ipotecato e l’emissione del decreto di trasferimento, il creditore che si è surrogato all’originario creditore ipotecario partecipa alla distribuzione della somma ricavata in ragione del diritto di prelazione già spettante a quest’ultimo senza necessità di annotazione della vicenda modificativa.” 

La pronuncia in commento nasce dal ricorso promosso da un creditore intervenuto in una procedura esecutiva immobiliare avverso l’ordinanza con la quale era stato approvato il progetto di distribuzione, con attribuzione delle somme, in forza di privilegio ipotecario, in favore della creditrice intervenuta in quanto surrogatasi di diritto ai sensi dell’art. 1203 c.c., comma 1, n. 3, al creditore ipotecario.

La ricorrente, in sintesi, sosteneva che l’intervento della creditrice in surroga, essendo avvenuto in data successiva alla cancellazione dell’ipoteca a seguito della vendita coattiva  e conseguentemente non essendo stato annotato ex art. 2843 c.c., non sarebbe stato opponibile ai creditori concorrenti.

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che, in applicazione degli artt. artt. 2808 e 2843 c.c., art. 2878 c.c., n. 7, una surrogazione effettuata a seguito della cancellazione dell’ipoteca, quando non vi è più necessità né possibilità di annotare ex art. 2843 c.c., non può privare il creditore che si surroga (degli effetti) della garanzia reale già spettante al creditore che viene surrogato.

Piuttosto, la surroga è già sufficiente a trasmettere al creditore che si è surrogato il diritto, di cui è titolare l’originario creditore ipotecario, di essere soddisfatto con preferenza sul prezzo ricavato dall’espropriazione.

In conclusione, la Corte ha precisato che la pronuncia in parola non afferisce al dibattito giurisprudenziale sulla natura costitutiva ovvero di pubblicità-notizia dell’annotazione della vicenda modificativa del rapporto ipotecario nei rapporti con i terzi; ma chiarisce che il presupposto per l’applicazione dell’art. 2843 c.c. è l’esistenza dell’ipoteca sul bene e dell’iscrizione ipotecaria; estinta la prima, ai sensi dell’art. 2878 c.c., n. 7, e cancellata la seconda, in adempimento dell’ordine di cancellazione dell’art. 586 c.p.c., non vi è spazio per dibattere della necessità o meno dell’annotazione ai sensi dell’art. 2843 c.c.

10 aprile 2015

Maddalena Careddu – m.careddu@lascalaw.com

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