Contratti Bancari

Effetti del recesso del fideiussore

Allorché sia il fideiussore a recedere dalla garanzia prima della chiusura del rapporto di conto corrente, il garante sarà comunque tenuto, al ricorrere delle condizioni di legge, a pagare il saldo debitore eventualmente sussistente seppur nei limiti della esposizione esistente al tempo del recesso”.

Così si è espresso il Tribunale di Roma, all’esito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, nel cui ambito il garante ingiunto sosteneva di nulla dovere alla banca creditrice, per avere revocato già da tempo la fideiussione prestata.

Il Giudice ha dapprima rammentato che la fideiussione omnibus comporta l’impegno da parte di un soggetto verso una banca a garantire l’adempimento di tutti i debiti, presenti e futuri, che il terzo debitore avrà al momento della scadenza pattuita o a far data dal recesso esercitato dalla banca. Al fine di evitare che il garante sia esposto a un rischio elevato, il legislatore ha subordinato la validità della fideiussione omnibus alla condizione che il relativo contratto contenga l’indicazione dell’importo massimo garantito.

Il fideiussore entro tale limite è, pertanto, obbligato in solido con il debitore principale al pagamento dell’esposizione debitoria di quest’ultimo. In particolare, il garante è tenuto a saldare il debito esistente alla data di scioglimento del rapporto di conto corrente al quale accede la fideiussione ovvero sussistente al momento del suo recesso dalla garanzia prestata.

Applicando i principi che precedono al caso di specie, il giudice romano ha evidenziato che l’opponente aveva validamente ed efficacemente esercitato il diritto di recesso dal contratto di garanzia, avendo rispettato le modalità pattuite in sede di stipulazione. Nel contratto era, però, anche previsto che il fideiussore avrebbe risposto delle obbligazioni del debitore in essere al momento del recesso e di ogni altra obbligazione che fosse in seguito venuta ad esistenza in dipendenza di rapporti esistenti in quel momento. Per tale motivo, il Tribunale ha ritenuto che la banca opposta avesse correttamente azionato in sede monitoria il saldo del conto corrente nei confronti del fideiussore receduto, atteso che il rapporto era stato aperto prima del recesso e che, comunque, la somma ingiunta non era superiore al saldo debitore esistente al momento della revoca. La conclusione non varia, allorché sussistano affidamenti concessi prima del recesso del garante, ma revocati o scaduti solo in un secondo momento; infatti, “anche il saldo debitore sussistente al tempo della revoca delle linee di credito deve ritenersi garantito dalla fideiussione omnibus prestata dall’opponente, sempre nei limiti dell’esposizione debitoria esistente al momento del recesso del fideiussore”.

L’opposizione è stata, di conseguenza, integralmente rigettata, con conferma del decreto ingiuntivo opposto.

Tribunale di Roma, 10 giugno 2021

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche

La legge 23 luglio 2021, n. 106, di conversione con modifiche del c.d. decreto “Sostegni bis...

Contratti Bancari

Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

Recentemente, la Corte d’Appello di Venezia, ha rigettato le contestazioni formulate dagli appell...

Contratti Bancari

Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Variabilità del tasso, presunta usurarietà degli interessi moratori ed accessorietà di cui alla ...

Contratti Bancari

X