Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Effetti del decreto di apertura della procedura di liquidazione del patrimonio

Il Tribunale di Prato ha emesso una pronuncia in materia di sovraindebitamento, relativa alla procedura di liquidazione del patrimonio disciplinata dagli artt. 14-ter e seguenti della L. 3/2012.

Nel caso che ci occupa un creditore, che aveva già iniziato una procedura esecutiva immobiliare poi sospesa a seguito dell’intervenuta procedura di sovraindebitamento ex L. n. 3/2012, ha proposto reclamo avverso il decreto con il quale il Tribunale di Prato aveva disposto, ai sensi dell’art. 14 quinquies della L. 3/2012, l’apertura del procedimento di liquidazione del patrimonio nei confronti di un suo debitore.

In particolare il decreto veniva impugnato per i seguenti motivi: (a)  inammissibilità della domanda di ammissione alla procedura di liquidazione in ragione della presenza di presunti atti in frode compiuti nel quinquennio; in questo rientrando la costituzione di un fondo patrimoniale ed il suo scioglimento solo qualche giorno prima il deposito della domanda di accesso alla procedura di sovra indebitamento;(b)  inammissibilità della domanda e del successivo decreto di apertura della liquidazione del patrimonio per trasferimento fittizio di residenza da parte del debitore, che tentava di sfuggire al Tribunale fiorentino che, per ben due volte, aveva dichiarato inammissibile l’istanza.

Si costituiva il debitore ritenendo infondato il reclamo. Il Tribunale di Prato, con la sentenza in esame, nel rigettare il reclamo proposto dal creditore, ha chiarito alcuni aspetti fondamentali della normativa, alquanto generica e per alcuni versi superficiale, di cui alla L. 3/2012.

Innanzitutto, il Tribunale, nel richiamare la recente pronuncia della Suprema Corte di Cassazione n. 1896/2016, secondo la quale “nel caso in cui il ricorrente la procedura di sovraindebitamento abbia già presentato, nel quinquennio, precedenti domande di ammissione, rese improcedibili, quindi senza che sia stata decretata l’apertura della procedura, la domanda può essere ripresentata ai sensi dell’art. 7, comma 2, lettera b) L. 3/2012, non avendo il ricorrente mai usufruito degli effetti della procedura delle precedenti declaratorie di inammissibilità”, ha chiarito che “l’interpretazione del sintagma “aver fatto ricorso”, nonostante la genericità della formulazione, non può che essere riferibile alle sole ipotesi nelle quali il debitore abbia quanto meno fruito degli effetti delle procedura”. Pertanto, nella procedura di liquidazione del patrimonio, soltanto l’emissione del decreto di apertura della procedura comporta, per il debitore, “l’ingresso nella regolazione concorsuale della propria situazione di sovraindebitamento e, con essa, la preclusione della prosecuzione o dell’inizio di procedure esecutive individuali ad opera dei creditori”.

Con riferimento al lamentato cambio di residenza da parte del debitore, il Tribunale di Prato ha rilevato, invece, che “nella procedura di sovraindebitamento non è riprodotta la norma di cui all’art. 9, comma 2, L.F., che rende irrilevante, ai fini della competenza, il trasferimento di sede avvenuto nell’anno anteriore al deposito dell’istanza”. Non potendo trovare applicazione analogica l’art. 9, comma 2, L.F., il carattere, eventualmente, fittizio del trasferimento di residenza dovrà essere provato dal reclamante.

Infine, il Tribunale di Prato, con riferimento agli atti in frode ai creditori compiuti nel quinquennio, ha precisato come “l’assenza di atti in frode ai creditori negli ultimi cinque anni ex art. 14-quinquies, comma 1, L. 3/2012 non possa che essere parametrata alla data di compimento dell’atto e non già al perdurare dei suoi effetti”. Nel caso di specie, dunque, lo scioglimento del fondo patrimoniale avrebbe permesso che i beni intestati al debitore potessero confluire nella procedura di liquidazione dei beni inseriti nel fondo, permettendo, in tal modo, a tutti i creditori di concorrere sul ricavato della vendita e non solo a coloro i quali avessero esperito, vittoriosamente, l’eventuale azione revocatoria ex art. 2901 c.c..

Tribunale Prato, 28 settembre 2016

Antonella Mafrica a.mafrica@lascalaw.com

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Ipoteca: tutto è immobile finché l’immobile rimane…immobile

Con l’ordinanza in commento, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto da una societ...

Crisi e procedure concorsuali

Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Il Tribunale di Catania, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di una società di concessione di u...

Crisi e procedure concorsuali

Il creditore istante non è tenuto a sopportare gli effetti esdebitatori e definitivi ex art. 184 L....

Crisi e procedure concorsuali

X