Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Eccessiva onerosità sopravvenuta nei contratti di leasing

La Corte d’appello di Roma ribadisce il consolidato principio secondo cui l’imputabilità dell’inadempimento al debitore, regola generale prevista dall’art. 1218 c.c., può essere disapplicata solo nei casi previsti dalla legge.

Pertanto, in caso di inadempimento di un contratto a prestazioni corrispettive, la parte adempiente ha facoltà di ottenere la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno; il debitore, tuttavia, può evitare di incorrere in responsabilità provando l’eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione che, come noto, ricorre in presenza di eventi straordinari ed imprevedibili che generino un’alterazione del sinallagma contrattuale (cfr. art. 1467 c.c.).

Tale regola vale anche per i contratti di leasing che, in quanto contratti cd. di durata, sono soggetti a tale rimedio risolutorio.

Come ricorda il Collegio, però, la prova circa la sussistenza dei requisiti per accertare l’eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione, grava sulla parte che ne richiede l’applicazione.

La prova fornita deve essere specifica e non può limitarsi ad una generica allegazione priva di riscontri concreti come, per esempio, la presunta crisi di un settore economico: “Gli opponenti, da parte loro, nell’atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo hanno ammesso di non aver corrisposto le mensilità reclamate da […] adducendo, a giustificazione dell’inadempimento dell’utilizzatrice, la crisi del settore del piccolo trasporto”.

Sul punto, aggiunge la Corte, una tale difesa non può costituire un valido esimente all’applicazione della responsabilità contrattuale, poiché: “il rischio della sopravvenuta onerosità della prestazione, che non si traduca in impossibilità di esecuzione, resta a carico del debitore, che rimane tenuto ad adempiere, a meno che non ricorrano le condizioni per l’applicabilità del rimedio sinallagmatico della risoluzione del contratto per eccessiva onerosità della prestazione (art. 1467), che nella specie non è stato invocato”.

Per tali ragioni, il Collegio ha accertato la responsabilità dell’utilizzatore e dichiarato che la società di leasing aveva legittimamente risolto il contratto per inadempimento.

Corte App. Roma, 17 febbraio 2021

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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