Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

È valido il contratto di mutuo, anche se privo del piano di ammortamento

Il Tribunale di Milano, con la sentenza in esame, ha portato un po’ di chiarezza nell’ambito del contenzioso inerente i contratti di finanziamento.

Nel caso di specie l’oggetto di causa era costituito da un mutuo c.d. a S.A.L. (ossia a stato avanzamento lavori) ove le pattuizioni economiche erano presenti nelle quietanze e non nel contratto quadro iniziale, avente soli effetti obbligatori e non reali.

Parte attrice chiedeva che venisse dichiarata l’illegittimità e l’inefficacia di tale negozio giuridico per indeterminatezza ex art. 1284 terzo comma c.c., in mancanza di puntuale specificazione del tasso di interesse, e per violazione dell’art.117 TUB, nonché per violazione da parte della banca della normativa sulla trasparenza bancaria.

Il Giudice ha, in primo luogo, ritenuto opportuno precisare che il contratto contestato rappresentava una “promessa di mutuo”, atteso che l’obbligo restitutorio era assunto all’atto delle singole quietanze e ai tassi ivi indicati. Tale figura è pacificamente riconosciuta anche dalla giurisprudenza della Suprema Corte, secondo la quale “La consegna idonea a perfezionare il contratto reale di mutuo non va intesa nei soli termini di materiale e fisica “traditio”  del danaro (o di altre cose fungibili), rivelandosi, invero, sufficiente il conseguimento della sua disponibilità giuridica da parte del mutuatario, ricavabile anche dall’integrazione di quel contratto con il separato atto di quietanza a saldo, attesa la progressiva dematerializzazione dei valori mobiliari e la loro sostituzione con annotazioni contabili (Cass. Sez. 3, Sentenza    n. 17194 del 27/08/2015).

Pertanto, stanti le chiare pattuizioni contenute negli atti di erogazione e quietanza, il Tribunale ha ritenuto infondata la doglianza relativa all’asserita assenza delle condizioni economiche e alla violazione della normativa sulla trasparenza, osservando peraltro come le prescrizioni in tema di trasparenza non si applichino alla promessa di mutuo (che vincola solo il mutuante fintanto che non si verifica la traditio).

La decisione in commento è poi significativa perché il giudice milanese si è pronunciato su un’altra questione alquanto attuale, ossia quella relativa alla presunta nullità del contratto di mutuo per mancanza del piano di ammortamento originario. Fermo restando che nel caso di specie detto piano di ammortamento esisteva, il Tribunale ha comunque rigettato tale doglianza, evidenziando che “La Suprema Corte con la sentenza citata 12922/2020 ha anche chiarito che il piano di ammortamento non è un elemento essenziale ai fini della validità del contratto. Nel caso di specie, anche nella parte normativa della quietanza – oltre che nell’allegato – è ben definita la cadenza semestrale delle rate e il termine di 15 anni per la rateizzazione. Essendo indicato il tasso di periodo e nell’allegato il capitale del periodo sussistono tutti gli elementi per quantificare la rata”.

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

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