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… e torniamo ancora su anatocismo e c.m.s.

Trib. Agrigento, 16 febbraio 2016, n. 264

E’ il Tribunale di Agrigento, questa volta, a pronunciarsi sulla tematica dell’anatocismo e sulla liceità delle commissioni di massimo scoperto.

Dalla Sicilia viene dunque la recentissima sentenza dello scorso 16 febbraio, che si inserisce nel solco di una già copiosa giurisprudenza in argomento.

Il caso. La pronuncia in esame viene resa a parziale definizione di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo ove, fra l’altro, gli opponenti, denunciavano l’illegittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi, nonché la nullità delle clausole di determinazione delle c.m.s. riferite ad un rapporto di conto corrente acceso nell’anno 2001.

Entrambe le domande – formulate nei confronti un istituto di credito – vengono rigettate.

Quanto alla prima censura, il giudice unico è netto nell’affermare che il conto corrente i) è stato acceso il 09.04.2001 e quindi in seguito all’adeguamento della banca alla delibera CICR del 2000; ii) il contratto prevede espressamente (all’art. 8) la pari periodicità della capitalizzazione degli interessi attivi e passivi “il che, per costante giurisprudenza, esclude che possa essere configurato come illegittimo il fenomeno anatocistico”.

Parimenti, viene respinto il rilievo relativo all’illegittima applicazione delle commissioni di massimo scoperto. In proposito il medesimo magistrato evidenza che “ la commissione di massimo scoperto andrà, senz’altro, inclusa nel calcolo del saldo del c/c … siccome la clausola che le ospita, in assolvimento dei sopra evidenziati obblighi di determinatezza, indica la percentuale applicata al conto (0,125 % in caso di scoperto entro fido 0,250 % in caso di utilizzo oltre fido, la base di calcolo (il massimo scoperto del periodo) e la periodicità dell’addebito (trimestrale).”

Nel caso in esame il giudice, uniformandosi all’orientamento giurisprudenziale in argomento,  ha ritenuto valida la c.m.s. poiché pattuiti tutti gli elementi che concorrono a determinarla. 

Una sentenza, quella in commento, che, come anticipato, ribadisce principi già propri di un vasto panorama giurisprudenziale, sul punto piuttosto omogeneo.

8 marzo 2016

Paola Maccarronep.maccarrone@lascalaw.com

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