Diritto Processuale Civile

E’ il pubblico ufficiale l’organo preposto alla cancellazione dei dati per illegittima levata del protesto

Cass., 26 novembre 2013, Sez. I, n. 26417 (leggi la sentenza per esteso

Il carattere meramente materiale e non tipicamente amministrativo dell’attività che la Camera di Commercio svolge in materia di pubblicazione dell’elenco dei protesti di cambiali e assegni, non impedisce al soggetto interessato di accertare l’illegittimità della levata del protesto e la conseguente cancellazione del suo nominativo dall’apposito elenco, ma tali domande non possono prescindere dalla presenza necessaria in giudizio del soggetto competente, cioè il pubblico ufficiale cui spetta il dovere di verificare la regolarità formale della compilazione del titolo.

Così ha deciso la Cassazione nella sentenza n. 26417 del 26 novembre 2013.

La Suprema Corte è stata chiamata a decidere sul caso a seguito del ricorso di una signora che voleva controvertire il giudizio di merito che l’aveva vista soccombere avanti al Tribunale di Roma. Detta signora, infatti, agiva nei riguardi della Camera di Commercio e del Garante della Privacy censurando l’illegittima levata di un protesto nei suoi riguardi per un assegno di cui aveva denunciato il furto.

Aveva convenuto in giudizio quindi la Camera di Commercio rea di non aver provveduto alla cancellazione del protesto decorsi 5 anni dalla levata, come previsto dalla legge 489/1995 modificata con legge 235/2000.
Inoltre veniva citato in giudizio anche il Garante della Privacy che non aveva disposto la cancellazione del protesto in quanto illegittimo, ma aveva provveduto solo al blocco dei dati.

I Giudici della Suprema Corte stroncano le ragioni della ricorrente sostenendo la carenza di legittimazione passiva della Camera di Commercio e del Garante della Privacy e contestando altresì l’errata formulazione dei quesiti di diritto.

Con riferimento alla carenza di legittimazione passiva, la Corte di Cassazione spiega che la pretesa di cancellare i dati relativi all’infondata levata del protesto non poteva essere rivolta nei riguardi della Camera di Commercio.

In pratica gli Ermellini dimostrano che certamente è consentito al danneggiato agire per accertare l’illegittimità del protesto e la conseguente cancellazione, ma, specie con riferimento a tale seconda domanda, la pretesa deve essere rivolta nei riguardi del pubblico ufficiale che ha levato il protesto.
Solo quest’ultimo infatti ha il dovere di accertare la sussistenza di tutti i requisiti formali del titolo per poi eventualmente provvedere di conseguenza in caso di mancato pagamento.
Da ciò deriva che la mancata cancellazione non può essere addebitata alla Camera di Commercio in quanto potere e compito non spettante alla medesima.

5 dicembre 2013

(Simone Corradin – s.corradin@lascalaw.com)

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