Il Manuale Utente delle comunicazioni oggettive

E-commerce e strumenti di pagamento elettronici

Oramai l’e-commerce ha in molti frangenti sostituito il commercio presso i negozi fisici, nella maggior parte dei casi con effetti benefici sul volume degli affari.

Ma esiste uno strumento di pagamento migliore rispetto ad altri?

In realtà, non esiste una modalità di pagamento più o meno indicata rispetto alle altre. Gli strumenti di pagamento elettronici sono perfettamente equivalenti, salvo le differenze del costo del servizio messo a disposizione dal Prestatore di servizi di Pagamento.

Lo strumento maggiormente utilizzato è la carta di pagamento (debito, credito o prepagata), ma le piattaforme di e-commerce possono offrire una pluralità di soluzioni, quali addebiti diretti, portafogli elettronici e bonifici.

A prescindere dallo strumento utilizzato, l’aspetto fondamentale è quello di conoscere quali sono gli attori coinvolti nel processo, in modo da sapere a chi rivolgersi in caso di criticità nel pagamento o il sopravvenire di problematiche (si veda a proposito l’articolo Le truffe sugli strumenti di pagamento elettronici: phishing, vishing e smishing pubblicato su questa rubrica).

Sotto quest’ultimo profilo, i Prestatori di servizi di Pagamento che possono offrire questi strumenti sono le banche, le Poste italiane e gli istituti di moneta elettronica, vale a dire intermediari autorizzati e sottoposti a vigilanza.

Quanto agli strumenti offerti, come accennato, essi sono plurimi.

Quanto alle carte di pagamento ne esistono di tre tipologie. La carta di credito permette di acquistare il bene o il servizio con una dilazione nel tempo, ossia non è necessario che il denaro sia disponibile sul conto al momento della compravendita, bensì ad una data futura. In questi casi, l’addebito sul conto relativo alla carta di credito può avvenire in una unica soluzione oppure attraverso un piano rateale (modalità revolving). In quest’ultimo caso, però, deve essere posta particolare attenzione al fatto che questa modalità di rimborso costituisce sostanzialmente un vero e proprio prestito.

La carta di debito, invece, necessita che il denaro da utilizzare per l’acquisto sia disponibile sul conto relativo allo strumento di pagamento. L’importo, poi, sarà successivamente addebitato (con tempi molto ristretti) senza dilazione.

Infine, la carta prepagata necessita, per contenere liquidità, di essere direttamente caricata con dei fondi, oppure che si versi il denaro sul conto ad essa collegato.

Quando si utilizzano questi strumenti, il cliente che paga su una pagina online, viene reindirizzato ad una schermata di POS virtuale dove, inserendo i dati della carta, completa l’acquisto.

Con riferimento agli attori del circuito di pagamento delle carte sono vari e ognuno di essi svolge un ruolo diverso. Da un lato, vi è il convenzionatore (acquirer), il quale fornisce al commerciante il dispositivo (POS) che gli permette di accettare il pagamento elettronico e gestisce in maniera sicura la trasmissione dei dati; dall’altro, l’emittente (issuer) fornisce al cliente la carta di pagamento.

Convenzionatore ed emittente sono collegati da un terzo soggetto, il gestore del circuito di carte di pagamento, il quale definisce le regole di funzionamento dello schema. Per alcuni circuiti, il gestore dello schema, l’emittente e il convenzionatore coincidono.

Quanto al bonifico, questo è un’operazione bancaria che, su richiesta del cliente, consente di trasferire denaro da un conto corrente (o da una carta conto, ossia una carta prepagata dotata di IBAN) ad un altro.

Il bonifico può essere SEPA o estero. I bonifici SEPA (Single Euro Payments Area) sono bonifici validi nell’area SEPA che conta 34 paesi (i 19 dell’area euro più altri 15 situati sempre in Europa). In quest’area i bonifici sono effettuati senza distinzione da quelli effettuati sul territorio nazionale di appartenenza e possono essere effettuati solo in euro. Il bonifico estero, invece, è quello disposto a favore di soggetti al di fuori dell’aerea SEPA.

Quanto all’addebito diretto – in passato chiamato RID (Rapporto Interbancario Diretto) – è un’operazione che si realizza con un ordine di tipo opposto rispetto al bonifico: è il commerciante, preventivamente autorizzato dal cliente, che ordina all’intermediario di trasferire i fondi dal conto del cliente al proprio conto.

L’addebito diretto viene utilizzato soprattutto per effettuare in forma automatica pagamenti di tipo ripetitivo e con scadenza fissa, come le bollette delle utenze (luce, gas, telefono, ecc.) o le rate di un finanziamento.

Anche se non è la sua funzione principale, l’addebito diretto può essere utilizzato per pagare direttamente sui siti di commercio elettronico. Se previsto tra le opzioni di pagamento, il cliente può pagare tramite addebito inserendo i dati del proprio conto (il codice IBAN) e confermando la propria richiesta con un click.

Infine, quanto ai portafogli elettronici (altrimenti detti e-wallet), non sono altro che strumenti rappresentati da un’applicazione da scaricare sul proprio smartphone nella quale il cliente registra i propri strumenti, quali, ad esempio, le carte di pagamento. Detti strumenti registrati saranno poi scelti per concludere il pagamento sull’e-commerce, come se fosse un vero e proprio portafoglio fisico. In questi casi, però, il gestore del portafoglio (quali, ad esempio GooglePay, BancoPay, ecc.) non si sostituisce all’emittente dello strumento e soprattutto non entra mai in possesso delle somme del cliente.

Concludendo, quanto ai presidi di sicurezza dei pagamenti effettuati con gli strumenti suddetti, essendo un aspetto di particolare sensibilità, le normative europee hanno introdotto delle procedure di sicurezza in base alle quali il cliente, per effettuare un pagamento, deve utilizzare la cosiddetta autenticazione forte (Strong Customer Authentication – SCA). Questa procedura è basata sull’utilizzo di due o più elementi, tra di loro indipendenti ma interconnessi: un codice pin o password, una chiavetta o uno smartphone e un qualcosa che caratterizza il cliente, come ad esempio l’impronta digitale o il riconoscimento biometrico (face ID).

Consulta l’infografica

Andrea Monesiglio – a.monesiglio@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

La recentissima nota del 20 settembre u.s. (rinvenibile al seguente link ) dà notizia attraverso u...

Vigilanza

Nuove regole per l’accesso alla Centrale Rischi in consultazione

Bankitalia, con il comunicato stampa dell’8 settembre, rende noti i principali risultati rilevati...

Vigilanza

Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Durante il 2020 Bankitalia ha emanato tre Raccomandazioni indirizzate alle banche meno significativ...

Coronavirus

X