Diritto Processuale Civile

Doppio foro generale per le persone giuridiche

Cass., sez.VI civile, 11 dicembre 2014, n. 26094 (leggi la sentenza)

L’odierno commento giurisprudenziale sottopone all’attenzione dei lettori di Iusletter una recente pronuncia della Suprema Corte, in tema di competenza territoriale riferita alle persone giuridiche.

Il caso. Una S.r.l. chiedeva ed otteneva un decreto ingiuntivo in danno di altra persona giuridica, la quale si opponeva contestando l’incompetenza territoriale del giudice adito. Il Tribunale accoglieva detta eccezione e revocava il decreto ottenuto. Avverso tale pronuncia, parte creditrice proponeva regolamento di competenza.

Sottoposta all’esame della Corte di Cassazione, la fattispecie de qua, viene decisa in senso favorevole a parte creditrice, sulla scorta delle seguenti ragioni di diritto.

Sostanzialmente il Collegio evidenzia come l’eccezione di incompetenza sia stata a suo tempo proposta in maniera incompleta, dal momento che veniva contestata la competenza del Tribunale di Reggio Calabria, in luogo del Tribunale di Palmi, Sezione distaccata di Cinquefrondi, solo sulla scorta di tre elementi.

Parte debitrice individuava il foro generale con riferimento alla propria sede legale, il foro alternativo in quello del luogo in cui doveva essere eseguita l’obbligazione nonché il forum contractus, nel luogo in cui il contratto era stato concluso.

Tale eccezione, appare, per la Suprema Corte, incompleta perché del tutto priva della contestazione circa l’inesistenza, presso la sede legale, di un rappresentante autorizzato a stare in giudizio per l’oggetto della domanda, ex art. 19 c.p.c.

In merito gli ermellini hanno ribadito il consolidato principio di diritto in virtù del quale: in caso di eccezione di incompetenza territoriale sollevata da persona giuridica, la mancata contestazione nella comparsa di risposta della sussistenza del criterio di collegamento indicato nell’art. 19, primo comma, ultima parte, c.p.c.- cioè dell’inesistenza nel luogo di competenza del giudice adito dall’attore di un suo stabilimento e di un suo rappresentante autorizzato a stare in giudizio con riferimento all’oggetto della domanda – comporta l’incompletezza dell’eccezione, onde la stessa deve ritenersi come non proposta, con il conseguente radicamento della competenza del giudice adito (Cass. N. 21899 del 2008, da ultimo Cass. (ord.) n. 5725 del 2013 e (ord. N. 5539 del 2014).

Proprio in conformità del suddetto principio, viene caducata la pronuncia di primo grado e confermata la competenza territoriale del giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo.

7 gennaio 2015

Paola Maccarrone – p.maccarrone@lascalaw.com

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