Doppia assicurazione, un solo risarcimento

Nessun doppio risarcimento per l’assicurato che ha contratto due polizze contro l’invalidità permanente; l’indennizzo rimane unico e non si cumula. È questo quanto deciso dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza del 4 maggio 2018. In mancanza di previsioni contrattuali che regolino il cumulo dei premi assicurativi di diverse assicurazioni concernenti il medesimo rischio, vige il principio generale secondo il quale il risarcimento non deve eccedere il danno patito.

Il caso di specie ha visto il contraente di una polizza sull’invalidità agire in giudizio nei confronti della società assicuratrice per il pagamento dell’indennizzo. La particolarità del caso sta nel fatto che l’assicurato aveva stipulato 2 differenti polizze – con differenti società assicurative – a copertura del medesimo rischio.

In primo grado ed in appello i Giudici avevano ritenuto operante il principio sancito in dall’art. 1910 c.c. in tema di assicurazione presso diversi assicuratori, il quale al secondo capoverso prevede che: “l’assicurato può chiedere a ciascun assicuratore l’indennità dovuta secondo il rispettivo contratto, purché le somme complessivamente riscosse non superino l’ammontare del danno”.

I giudici, quindi, accoglievano solo parzialmente la domanda dell’attore condannando la compagnia assicuratrice convenuta a pagare esclusivamente il differenziale tra il premio che questa aveva promesso e il premio già versato dall’altra compagnia assicuratrice.

L’attore insoddisfatto ricorreva dunque in Cassazione sostenendo che l’assicurazione contro il rischio della invalidità permanente da malattia, a differenza dell’assicurazione contro gli infortuni, non poteva essere considerata alla stregua dell’assicurazione contro i danni (con conseguente applicabilità dell’art. 1910 c.c.), atteso che nella prima non potrebbe operare il diritto di surrogazione dell’assicuratore previsto dall’art. 1916, comma 4, c.c., in quanto nel caso della malattia non potrebbe esserci alcun “terzo responsabile” contro il quale agire.

La Suprema Corte, nell’ordinanza in commento ha tuttavia osservato che l’assicurazione contro la malattia/invalidità permanente rientra nel novero delle assicurazioni contro i danni, inoltre, non essendo stata prevista alcuna pattuizione contrattuale che regolasse i rapporti tra le due diverse polizze, le stesse non potevano che ritenersi riferite al medesimo danno cosi che l’applicazione dell’art. 1910 risultava inevitabile. Il ricorso veniva quindi rigettato.

Cass., Sez. III Civ., 4 maggio 2018, ordinanza n. 10602

Emanuele Varenna – e.varenna@lascalaw.com

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