A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Donazione o non donazione, questo è il dilemma!

Una promessa di donazione non è giuridicamente produttiva di obbligo a contrarre, perché la coazione all’adempimento, cui il promittente sarebbe soggetto, contrasta con il requisito della spontaneità della donazione, il quale deve sussistere al momento del contratto.

Lo ha precisato la seconda sezione Civile della Cassazione con sentenza n. 6068/2020 depositata il 4 marzo 2020.

Nel caso di specie, l’attore aveva convenuto in giudizio, innanzi al Tribunale, il fratello al fine di ottenere il trasferimento di proprietà di un immobile che, secondo la ricostruzione fornita da parte attrice, quest’ultimo si era impegnato a trasferirgli mediante promessa donazione.

Il giudice di primo grado aveva considerato l’atto come preliminare di compravendita mentre la Corte d’Appello aveva censurato tale qualificazione dichiarando che non poteva trattarsi di donazione o promessa di donazione per l’assenza dei requisiti di forma richiesti dalla legge.

La Suprema Corte ha confermato quanto stabilito dalla Corte territoriale motivando congiuntamente il rigetto dei motivi di ricorso proposti dal ricorrente a partire dalle norme in tema di interpretazione dei contratti.

La Corte di Cassazione infatti ha precisato che le norme sull’interpretazione dei contratti di cui agli artt. 1362 c.c. e segg., in ragione del rinvio ad esse operato dall’art. 1324 c.c., si applicano anche ai negozi unilaterali nei limiti della compatibilità con la particolare natura e struttura di tali negozi. In particolare, nell’atto unilaterale, non può aversi riguardo alla comune intenzione delle parti ma solo all’intento proprio del soggetto che ha posto in essere il negozio, resta fermo il criterio dell’interpretazione complessiva dell’atto.

A ciò si aggiunga che l’interpretazione di un atto negoziale è tipico accertamento in fatto riservato al giudice di merito, incensurabile in sede di legittimità, se non nell’ipotesi di violazione dei canoni legali di ermeneutica contrattuale; la censura pertanto non può risolversi in una critica del risultato interpretativo raggiunto dal giudice che si discosti da una differente interpretazione. D’altro canto l’interpretazione data dal giudice non deve essere l’unica possibile ma una delle possibili, e plausibili interpretazioni.

Per tale motivo, quando è possibile fornire due o più interpretazioni plausibili, non è consentito alla parte che aveva proposto l’interpretazione poi disattesa dal Giudice di merito, dolersi in sede di legittimità del fatto che sia stata privilegiata l’altra.

Nella specie, a differenza dell’interpretazione proposta da parte attrice, basata su elementi esterni al contenuto dell’atto, come l’interrogatorio formale e le deposizioni testimoniali, la Corte di merito ha attribuito rilevanza decisiva al criterio letterale della dichiarazione, ravvisandovi una donazione del bene, nulla per l’assenza dei requisiti di forma richiesti dalla legge, trattandosi di scrittura privata e non di atto pubblico, privo di accettazione del donatario e della presenza di due testimoni.

Da ciò discende l’esclusione del preliminare di donazione, perché incompatibile con lo spirito di liberalità che è elemento essenziale della donazione. La presenza di un futuro obbligo negoziale a contrarre comporta, in capo al donante, l’obbligo di manifestare in un successivo definitivo atto la propria determinazione alla liberalità che viceversa, nel contratto di donazione è frutto di una volontà manifestata spontaneamente e istantaneamente.

La Suprema Corte ha pertanto rigettato il ricorso e confermato l’interpretazione che il giudice di merito aveva fornito, risultando quest’ultima senz’altro conforme alle norme di ermeneutica e quindi non censurabile per violazione di tali disposizioni avendo il giudice attribuito importanza primaria al senso letterale della parola “donare”, estendendo l’area della propria indagine all’intero contenuto della dichiarazione unilaterale.

Andrea Ferraguto – andrea.ferraguto@lascalaw.com

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