Diritto Processuale Civile

Domiciliazione senza PEC: un interessante provvedimento del Tribunale di Milano

Si segnala ai Lettori di Iusletter un interessante provvedimento reso, lo scorso 10 aprile, dalla decima sezione civile del Tribunale di Milano, in persona della dott.ssa Simonetti.

Il casus riguarda l’eccezione sollevata dalla difesa di parte attrice secondo la quale, ancorchè in sede di atto introduttivo fosse stato comunicato l’indirizzo pec del dominus, la comunicazione dell’ordinanza del 15 dicembre 2012, con la quale il Giudice fissava l’udienza per l’ammissione dei mezzi istruttori,  veniva fatta presso il punto informativo del Tribunale ai sensi dell’ art. 51 co 3 DL 112/2008 convertito in L. 133/2008 e successive modifiche.

Di talchè l’avvocato di parte attrice non partecipava all’udienza fissata per l’assunzione delle prove, tra cui le prove per testi chieste dallo stesso attore e ammesse dal Giudice.

L’attore chiedeva, quindi, di essere rimesso in termini per l’assunzione del testimoni e che il processo venisse  riportato all’attività fissata per l’udienza del 7.3.2013.

Il Giudice dopo aver rilevato:

– che da informazioni assunte presso la cancelleria,  è risultato che l’avvocato di parte attrice non risultava essere stato  inserito, al momento dell’iscrizione  a ruolo della causa, nell’anagrafica degli avvocati,  essendo  stato inserito solo il nominativo dell’avvocato  domiciliatario, non telematico e privo di pec;

– che il combinato disposto degli artt. 125 comma 1, 136 comma 2, 170 e 176 comma 2 c.p.c.  e dell’art. 51 comma 1 e 2 D.L. 112/2008 convertito nella Legge n. 133/2008 e successive modifiche, nonché il D.M. 26.5.2009 n. 57 per quanto riguarda il Tribunale di Milano dall’1.6.2009,  stabiliscono che le comunicazioni di cancelleria delle ordinanze pronunciate fuori udienza si fanno al procuratore costituito a mezzo di posta elettronica certificata comunicata al proprio ordine;

– che l’art. 136 comma 2 c.p.c., in particolare, individua come modalità di esecuzione della comunicazione di cancelleria la consegna a mani del biglietto al destinatario ovvero  la trasmissione a mezzo di posta elettronica certificata;

– che l’avvocato domiciliatario non è il procuratore costituito per la parte processuale, ma è solo il legale presso il quale il procuratore della parte ha eletto domicilio ex art. 82 RD n. 37/1934;

ha affermato che la comunicazione di cancelleria all’avvocato domiciliatario che sia privo di posta elettronica certificata e quindi in cancelleria (al punto informativo) non sia valida nei casi, come quello in esame, in cui la parte si sia costituita con procuratore che abbia comunicato la propria pec.

Si ricorda che, in tal senso, si è espressa anche la Corte di legittimità a Sezioni Unite con la sentenza 10143/2012 secondo la quale “L’art. 82 del r.d. 22 gennaio 1934, n. 37 – secondo cui gli avvocati, i quali esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del tribunale al quale sono assegnati, devono, all’atto della costituzione nel giudizio stesso, eleggere domicilio nel luogo dove ha sede l’autorità giudiziaria presso la quale il giudizio è in corso, intendendosi, in caso di mancato adempimento di detto onere, lo stesso eletto presso la cancelleria dell’autorità giudiziaria adita – trova applicazione in ogni caso di esercizio dell’attività forense fuori del circondario di assegnazione dell’avvocato, come derivante dall’iscrizione al relativo ordine professionale, e, quindi, anche nel caso in cui il giudizio sia in corso innanzi alla corte d’appello e l’avvocato risulti essere iscritto all’ordine di un tribunale diverso da quello nella cui circoscrizione ricade la sede della corte d’appello, ancorché appartenente allo stesso distretto di quest’ultima. Tuttavia, a partire dalla data di entrata in vigore delle modifiche degli artt. 125 e 366 cod. proc. civ., apportate dall’art. 25 della legge 12 novembre 2011, n. 183, esigenze di coerenza sistematica e d’interpretazione costituzionalmente orientata inducono a ritenere che, nel mutato contesto normativo, la domiciliazione “ex lege” presso la cancelleria dell’autorità giudiziaria, innanzi alla quale è in corso il giudizio, ai sensi dell’art. 82 del r.d. n. 37 del 1934, consegue soltanto ove il difensore, non adempiendo all’obbligo prescritto dall’art. 125 cod. proc. civ. per gli atti di parte e dall’art. 366 cod. proc. civ. specificamente per il giudizio di cassazione, non abbia indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine.

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