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Domanda riconvenzionale e processo simultaneo: se negato va motivato

Qualora la domanda riconvenzionale non ecceda la competenza del giudice della causa principale, a fondamento di essa può porsi anche un titolo non dipendente da quello fatto valere dall’attore, purché sussista con questo un collegamento oggettivo che consigli il processo simultaneo, secondo la valutazione discrezionale del medesimo giudice.
Questi tuttavia, è tenuto a motivare l’eventuale diniego di autorizzazione della riconvenzionale, senza limitarsi a dichiararla inammissibile esclusivamente per la mancata dipendenza dal titolo già dedotto in giudizio.”

Questo è il principio di diritto sancito dalla Corte di Cassazione, nell’ordinanza in commento.

La questione giuridica trae origine dall’opposizione a decreto ingiuntivo proposta dai fideiussori al fine di accertare l’inferiorità dell’esposizione debitoria rispetto alla somma ingiunta, nonché dalla proposizione di domanda riconvenzionale volta ad ottenere la restituzione di una somma di denaro derivante da un’illegittima escussione di un pegno.

Il Tribunale adito rigettava l’opposizione a decreto ingiuntivo e dichiarava inammissibile la domanda riconvenzionale.

La sentenza di primo grado veniva confermata anche dalla Corte d’Appello competente per territorio, la quale, ritendo che il titolo della domanda riconvenzionale fosse diverso rispetto a quello della domanda principale, escludeva la sussistenza di un collegamento obiettivo idoneo a fondare la necessità del simultaneo processo ai sensi dell’art 111 Cost., senza tuttavia motivare compiutamente le ragioni di tale valutazione.

La Corte di Cassazione, investita della questione, ha confermato che per costante giurisprudenza, la domanda riconvenzionale deve essere ritenuta ammissibile in due diversi casi:  quando non ecceda la competenza per materia e per valore del giudice adito e dipenda dal titolo fatto valere in giudizio dall’attore; nonché quando sia basata su un titolo diverso da quello della domanda principale ma sia comunque collegata ad esso tramite fatti estintivi, impeditivi e modificativi introdotti a fondamento delle eccezioni, che consentano il richiamo al simultaneo processo.

Nella fattispecie in esame, le parti, chiedendo di accertare l’inferiorità della loro esposizione debitoria rispetto a quanto ingiunto, hanno di fatto proposto una eccezione di compensazione che è strettamente collegata alla domanda riconvenzionale e pertanto, secondo quanto espresso dalla Cassazione, ammissibile.

Infine, specifica la Corte, contrariamente a quanto emerso dalla sentenza impugnata, nel caso in cui il giudice di merito ritenga non sussistenti le condizioni per l’ammissibilità della domanda riconvenzionale, grava sullo stesso l’onere di motivare in modo dettagliato e specifico la propria decisione.

Pertanto, la Corte adita accogliendo il ricorso proposto ha cassato con rinvio la sentenza impugnata rimettendo gli atti al giudice di merito competente.

Anna Laura Spanu – a.spanu@lascalaw.com

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