Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

Divorzio: prenditi tutto, ma non il cognome!

Il nostro ordinamento, nonostante la riforma del diritto di famiglia del 1975, conserva un retaggio della società patriarcale in una norma – l’art. 143 bis del Codice Civile – che riguarda il cognome della moglie. Tale articolo stabilisce che “la moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserva durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze”.

In caso di separazione dei coniugi la moglie conserva il cognome del marito in quanto il vincolo coniugale non perde i suoi effetti; il Giudice, tuttavia, può vietare alla moglie l’uso del cognome del marito quando ciò risulti pregiudizievole per quest’ultimo, così come può autorizzare la moglie a non utilizzarlo qualora dall’uso possa derivare grave pregiudizio. In caso di divorzio, invece, la legge prevede espressamente che la moglie perda il cognome del marito, sciogliendosi definitivamente il vincolo coniugale.

Di regola, quindi, non è ammissibile a seguito di un divorzio, che la moglie mantenga il cognome del marito, salvo che il Giudice di merito statuisca diversamente.

È questo il principio ribadito dalla Suprema Corte con la recente sentenza n. 3869 in commento, pronunciandosi sul ricorso depositato da “una ex moglie” che – ottenuta la sentenza divorzile dal Giudice di prime cure – si era poi rivolta alla Corte di Appello (anche) al fine di conservare l’uso del cognome del marito.

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere aveva infatti statuito la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario contratto dai due coniugi, accertando altresì l’obbligo di corresponsione in capo al marito di un assegno divorzile di Euro 3.000,00 mensili in favore della ex coniuge e revocando l’assegnazione, già disposta in favore di quest’ultima, della casa familiare.

La donna, pertanto, impugnava tale pronuncia in appello chiedendo, non solo la rideterminazione dell’assegno divorzile, ma anche il riconoscimento del diritto di conservare il cognome dell’ex coniuge, che avrebbe aggiunto al proprio, con contestuale richiesta di condanna di quest’ultimo al risarcimento del danno non patrimoniale.

Respinto il gravame anche in appello, la donna rivolgeva le proprie pretese innanzi a Giudici della Suprema Corte.

Già la Corte territoriale – in merito all’interessante richiesta della donna di mantenere, post divorzio, il cognome dell’ex marito – si era espressa in senso negativo, eccependo che la donna non avesse dato prova alcuna circa la sussistenza di un apprezzabile interesse meritevole di tutela della stessa o dei figli, tale da giustificare il mantenimento del cognome maritale dopo lo scioglimento e la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Come la Corte territoriale, anche i Giudici di Legittimità hanno confermato e ribadito tale principio, richiamando l’art. 5, co. 3, della Legge n. 898/1978.

La valutazione, quindi, di tale interesse “meritevole di tutela” è discrezionale e spetta al Giudice di merito, come peraltro già ribadito in un’ordinanza della Prima Sezione Civile della Cassazione (n. 21706 del 26/10/2015) ove era stato chiarito che la possibilità di ottenere con apposita sentenza di divorzio, l’effetto giuridico-formale alla conservazione del cognome del marito accanto al proprio, è una decisione straordinaria che non può tuttavia coincidere “con il mero desiderio di conservare come tratto identitario il riferimento a una relazione familiare ormai chiusa quanto alla sua rilevanza giuridica”.

Cass., Sez. I Civ., 08 febbraio 2019, n. 3869

Margherita La Grotteria – m.lagrotteria@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Vado a stare da papà

Nei giudizi che concernono l’adozione di provvedimenti limitativi, ablativi o restitutivi della re...

Persone e Famiglia

La separazione è certamente un evento traumatico nella vita di una coppia, ma quando ci sono di mez...

Persone e Famiglia

L’assenza di preventivo non esclude il diritto al compenso dell’avvocato

Un colpo di spugna. Tanto sembra essere bastato al noto social network per rimuovere dieci anni di r...

Persone e Famiglia

X