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Divisione giudiziale: l’ipoteca si trasferisce sulla somma assegnata

Con una recente decisione il Tribunale di Busto Arsizio ha riconosciuto ai creditori dei condividenti, il trasferimento del vincolo ipotecario sulla somma di denaro ricavata dalla vendita dell’immobile pignorato oggetto di divisione, con conseguente assegnazione delle rispettive somme ad essi spettanti in virtù del loro grado e quota ipotecaria.

In particolare, nel caso esaminato, i debitori sono una società dichiarata fallita, i suoi soci illimitatamente responsabili e altre due persone non dichiarate fallite e il bene esecutato è in comunione fra i predetti obbligati. Pertanto, a seguito della divisione giudiziaria del bene, attesa la presenza nel giudizio del Fallimento, i creditori hanno chiesto l’assegnazione diretta del ricavato della vendita, rispondente alla quota percentuale dei comproprietari non falliti.

Il citato Tribunale ha, dunque, applicato i principi statuiti dall’art. 2825 c.c., secondo il quale, a norma del IV comma, i creditori ipotecari e i cessionari di un partecipante alla comunione, al quale siano stati assegnati beni diversi da quelli ipotecati, possono far valere le loro ragioni anche sulle somme di denaro a lui attribuite in luogo dei beni in natura, vedendo, comunque, riconosciuto il grado ipotecario derivante dalla data di iscrizione o di trascrizione dei titoli, nonché il  valore dei beni precedentemente ipotecati.

Il Giudice, infatti, ha specificato che il regime giuridico al quale si debba far riferimento è quello previsto per il pegno su crediti e che, dunque, per il riparto della somma di denaro sulla quale si è trasferito il vincolo ipotecario, si debbano applicare gli artt. 2800 e ss. c.c.

Nella fattispecie, la quota di proprietà dei debitori non falliti era del 50% e quindi, la somma ricavata dalla vendita, rispondente a tale percentuale, è stata assegnata, in base al privilegio, ai creditori richiedenti, mentre la restante metà ricavata dalla vendita è stata assegnata al fallimento in quanto relativa alle quote di proprietà dei falliti.

Precisa il Giudice adito, infatti, che la disciplina di cui ai commi IV e V dell’art. 2825 c.c., è applicabile non solo ai casi di divisione amichevole, ma anche a quelli di divisione giudiziale.

Bisogna, altresì, rilevare che nel caso sottoposto al Tribunale di Busto Arsizio, i crediti garantiti erano già scaduti e, quindi, in virtù dell’art. 2803 c.c., successivamente al trasferimento del vincolo ipotecario sulla somma di denaro, i creditori hanno potuto legittimamente domandare l’assegnazione delle somme e trattenerle immediatamente per sé, senza necessità di doverle conservare in deposito sino alla scadenza del credito garantito.

Tribunale di Busto Arsizio, 15.05.2019

Valeria Misticoni – v.misticoni@lascalaw.com

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