Contratti Bancari

Disgiunzione fra intestazione nominale del conto e reale appartenenza del saldo attivo

– di Massimo Rubino De Ritis, in Banca Borsa Titoli di Credito, n. 4/11, pag. 469

In tema di conto corrente bancario cointestato, allorquando le somme accreditate sono esclusivamente di pertinenza di un solo contitolare, la contestazione a firma disgiunta assolve, di fatto, alle funzioni di una delega rilasciata dal titolare a un terzo, per consentirgli qualsiasi atto di disposizione.

Per risolvere il problema della divisione del saldo attivo tra contitolari, in giurisprudenza è ricorrente il principio secondo cui troverebbero applicazione le norme in tema di solidarietà e dunque l’art. 1298 c.c., in virtù del quale debito e credito solidale si dividono in quote uguali solo se non risulti diversamente; ne consegue che, “(…) ove il saldo attivo risulti discendere dal versamento di somme di pertinenza di uno solo dei correntisti, si deve escludere che l’altro possa, nel rapporto interno, avanzare diritti sul saldo medesimo”. (Cass. 19 febbraio 2010 n. 2686 sez. I).

Mentre la solidarietà passiva si presume, quella attiva, secondo la lettera dell’art. 1854 c.c., deve essere espressamente convenuta. La norma, infatti, pone una regola sugli addebitamenti sul conto, disponendo che, se è pattuita la facoltà di utilizzo disgiunto, ciascun correntista può prelevare  l’intera somma a credito. Ciò ha un duplice effetto: da un lato la banca si libera pagando all’uno o all’altro dei contitolari; e dall’altro, ciascuno di questi può isolatamente dagli altri disporre delle somme a credito.

Diffusa, poi, è l’ipotesi in cui il conto corrente bancario venga  stipulato e “gestito” nell’interesse esclusivo di un determinato contitolare, in favore del quale si riferiscono tutti gli accrediti (Cass. 8 settembre 2006 n. 19305).

In tal caso, può ammettersi che sia stato, anche tacitamente, convenuto un accordo tra i contitolari riassumibile nel contratto di mandato. Invero, come nella comproprietà può esservi accordo interno tra i comunisti, perché, sulla base di intestazioni fittizie o interposizioni reali, le quote sono formalmente intestate a più soggetti, ma unico è il reale titolare del diritto, così tale fenomeno può essere riprodotto nella contestazione del conto corrente bancario. Ne discende come corollario che, accerta l’esistenza dell’accordo tra contitolari sussumibile nel mandato senza rappresentanza, il reale titolare del saldo – allorquando le somme accreditate siano esclusivamente di sua pertinenza – ha diritto a ricevere il rendiconto ex art. 1713 c.c. per le operazioni poste in essere dagli altri cointestatari

(Carmela Prencipe – c.prencipe@lascalaw.com)

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