A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Disalimentazione dei contatori gas: il Tribunale milanese inverte la rotta

Con l’Ordinanza in commento, il Dott. Spera della IV Sezione Civile del Tribunale di Milano ha accolto il ricorso ex art. 702bis cod. proc. civ. presentato da una società di Distribuzione del Gas, nel quale si chiedeva l’accertamento del diritto della ricorrente a procedere alla disalimentazione fisica di un punto di riconsegna (contatore del gas) utilizzato da un utente finale moroso.

La pronuncia costituisce senz’altro un precedente storico per il Foro Milanese che, dopo aver alimentato un costante orientamento sfavorevole nei confronti delle Società di Distribuzione del Gas, ha finalmente analizzato con occhio critico la questione.

Il Magistrato ha, in prima battuta, dissipato ogni dubbio in merito alla valenza della normativa di settore emanata dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico – AEEGSI (ossia il Testo integrato morosità gas e il Testo integrato vendita gas), richiamando all’uopo la nota pronuncia del Consiglio di Stato 2521/2012 nella quale viene riconosciuto il potere regolamentare dell’Autorità, e ha quindi verificato il rispetto delle formalità che le suddette disposizioni pongono in capo al Distributore.

Il Tribunale di Milano si è inoltre soffermato su alcuni profili giuridici ponendo l’accento soprattutto su questioni che avevano costituito l’ossatura delle (meno recenti) ordinanze con cui le richieste di disalimentazione erano state rigettate. In particolare ha escluso la violazione dell’art. 14 Cost., dichiarando che “i pochi minuti necessari al personale tecnico per effettuare la disalimentazione del PDR non comportano una lesione grave del diritto alla libertà di domicilio”; ciò sia in ragione del “forte interesse pubblico” perseguito dalla normativa di settore, sia in considerazione della futilità dell’”eventuale danno consequenziale” che subirebbe l’utente finale in sede di accesso forzoso “per il mancato godimento del proprio domicilio per un brevissimo intervallo di tempo”.

Infine il Foro ambrosiano ha individuato, all’interno del contratto sottoscritto dal Cliente finale con la propria società di vendita del gas, una serie di clausole (disciplinanti i rapporti con il Distributore) che, interpretate alla luce di quanto disposto dell’articolo 1363 cod. civ., hanno indotto il Magistrato a ritenere sussistenti i presupposti per ravvisare la stipulazione del contratto in favore di terzo.

Sulla scorta di questi elementi il Tribunale di Milano sembra avere attuato un’inversione di marcia sul tema delle disalimentazioni e auspichiamo che questa tendenza possa essere confermata anche nel futuro.

Tribunale di Milano, 10 febbraio 2017, ordinanza n. 50793/2015 (leggi l’ordinanza)

Davide Gavazzeni – d.gavazzeni@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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