L’assenza di preventivo non esclude il diritto al compenso dell’avvocato

Il risarcimento spettante al conduttore in caso di illegittima disdetta del locatore

Con la sentenza in commento la Suprema Corte di Cassazione, confermando l’orientamento già reso in precedenti pronunce, ha affermato che, ai fini della fattispecie risarcitoria de qua, è necessario che il locatore non si limiti a dichiarare un uso diverso dell’immobile da quello indicato nella disdetta, ma che lo destini concretamente a tale uso prima della effettiva scadenza del termine normativamente previsto.

Sulla scorta di tale ragionamento, la Suprema Corte, pur senza entrare nel merito della vertenza ma prestando comunque attenzione alla scansione cronologica degli eventi, resa possibile dall’analisi dello scambio di corrispondenza tra le parti, ha riconosciuto come corretta la precedente decisione della Corte d’Appello, consistita nel negare al conduttore la precedente pretesa risarcitoria riconosciutagli erroneamente in primo grado.

Nel caso in esame, infatti, i locatori non avevano ricevuto la disponibilità dell’immobile in conseguenza della loro disdetta (oltretutto revocata nemmeno due mesi dopo), ma solo successivamente, quando il conduttore, ricevuta originariamente la disdetta e prima che gli venisse comunicata la revoca, aveva ormai deciso di stipulare un nuovo contratto di locazione per un altro immobile. Solo dopo la revoca della disdetta e solo dopo la stipula del nuovo contratto, infatti, il conduttore aveva rilasciato l’immobile.

Ripercorrendo i fatti, dunque, il contratto di locazione, pur a fronte della confusione venuta a generarsi – da un lato, per effetto della disdetta esercitata dal locatori poi successivamente revocata, dall’altro, per effetto della contemporanea decisione del conduttore di prendere in locazione un nuovo e diverso immobile -, il contratto di locazione non era venuto a cessare per effetto della disdetta, bensì per “mutuo consenso tra le parti, avendo il conduttore riconsegnato l’immobile solo il 13 ottobre 2007, con accettazione senza riserve da parte dei locatori”.

Circostanza, quest’ultima, che ha correttamente portato la Corte d’Appello, come confermato dalla Cassazione, ad escludere in capo al conduttore alcun diritto alla pretesa risarcitoria di cui all’art. 3, terzo comma, L. 431/1998.

Cass. Civ., sez. III, 20 gennaio 2017, n. 1424 (leggi la sentenza)

Benedetta Minotti b.minotti@lascalaw.com

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