Almeno 5 anni tra un fallimento e l’altro

Diritto di manleva? Fallisci lo stesso!

Il fallimento di una società cancellata dal registro delle imprese a seguito della conclusione del procedimento liquidatorio può essere dichiarato al manifestarsi di un nuovo debito, laddove ciò non si contrapponga all’emersione di una situazione creditoria che – per contenuto e specifiche connotazioni – consenta l’adempimento di quel debito.

A tal fine, non risulta però sufficiente invocare la manleva correlata alla posizione debitoria rimasta insoddisfatta, in quanto, al di là di ogni ulteriore rilievo, la garanzia di cui all’art. 106 c.p.c. opera in conseguenza dell’adempimento, da parte del garantito, dell’obbligazione principale; essa, pertanto, non pare idonea ad incidere sulla dinamica attuativa dell’obbligazione medesima – la quale potrà restare inadempiuta, a dispetto della garanzia di cui goda il debitore nei confronti del terzo.

Difatti, quando una società è in liquidazione, la valutazione del Giudice, ai fini dell’applicazione dell’art. 5 L.F., deve essere diretta unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l’eguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali (conformemente alle recenti pronunce Cass. 3 agosto 2017, n. 19414 e Cass. 7 dicembre 2016, n. 25167).

Nel caso di specie, sotteso alla sentenza in commento, il fatto che il credito della controricorrente fosse l’unico da prendere in considerazione ai fini dell’apprezzamento dell’insolvenza non è sfuggito alla Corte di merito, la quale ha basato la sua pronuncia sul punto proprio sull’“ingente debito” di cui trattasi. Né la decisione appare censurabile, avendo riguardo all’asserita impossibilità di fondare il giudizio circa l’insolvenza sull’inadempimento della società fallita a un unico credito. Lo stato di insolvenza rappresenta una situazione oggettiva dell’imprenditore che prescinde totalmente dal numero dei creditori, essendo ben possibile che anche un solo inadempimento possa essere indice di tale situazione oggettiva (Cass. 15 gennaio 2015, n. 583 e Cass. 30 settembre 2004, n. 19611).

L’emersione di una situazione creditoria idonea ad assicurare il soddisfacimento dei debiti non può essere, in ogni caso, rappresentata dal diritto di manleva eventualmente correlato al debito rimasto insoddisfatto, posto che detta garanzia opera unicamente in  conseguenza dell’adempimento, da parte del garantito, dell’obbligazione principale; la stessa appare pertanto inidonea ad incidere sulla dinamica attuativa dell’obbligazione, proprio in quanto suscettibile di rimanere inadempiuta.

Cass., Sez. I Civ., 18 gennaio 2019, n. 1465

Silvia Alessandra Pagani – s.pagani@lascalaw.com

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