Vado a stare da papà

Studenti indisciplinati e responsabilità scolastica

La Cassazione non ha più dubbi.

Se un alunno riporta un danno, per responsabilità ascrivibili a omessa vigilanza o controllo degli organi scolastici, la responsabilità dell’istituto scolastico e dell’insegnante è di natura contrattuale, con tutte le conseguenze (giuridiche) del caso.

L’istituto deve infatti garantire tutela e sicurezza agli studenti, predisponendo una serie di accorgimenti che tengano in considerazione diversi aspetti, quali per esempio l’età degli allievi.

Anche gli insegnanti sono tenuti a vigilare sugli allievi sia durante le ore di lezioni sia per tutto il tempo in cui i ragazzi si trovano all’interno della scuola.

Uno studente conveniva in giudizio il Ministero dell’Istruzione per ottenerne la condanna al risarcimento dei danni subiti in conseguenza di una spinta da parte di un altro alunno che lo faceva cadere a terra ed urtare con la schiena il piedistallo in legno di supporto alla lavagna.

in virtù del vincolo negoziale sussistente tra l’alunno e l’Amministrazione scolastica, il ragazzo lamentava che il danno si fosse verificato a causa della scarsa vigilanza ex artt. 2048 c.c. e 1218 c.c.,.

Il Tribunale accoglieva l’eccezione di prescrizione quinquennale del credito risarcitorio sollevata dal Ministero e dichiarava l’estinzione del relativo diritto.

Il ragazzo appellava tale decisione e la Corte d’Appello, in riforma della decisione di primo grado, condannava il Ministero al pagamento, a titolo risarcitorio, della somma di euro 314.282,37, ritenendo che l’accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell’allievo a scuola avesse determinato l’instaurazione di un rapporto negoziale, fonte di un obbligo a carico dell’istituto scolastico e dei soggetti che in esso vigilano sulla sicurezza e sulla incolumità degli alunni, con applicazione della responsabilità contrattuale e, quindi, del termine di prescrizione ordinario (decennale).

Il Ministero decide quindi di ricorre in Cassazione, deducendo la violazione dell’art. 1218 c.c.: secondo il Ministero, infatti, la responsabilità ex art. 1218 c.c. è invocabile solo nel caso di danno autocagionato, mentre in caso di danno eterocagionato, cioè causato all’allievo da altro studente, il titolo di responsabilità invocabile sarebbe quello fondato sull’art. 2048, comma 2, c.c.

Tuttavia la Cassazione ritiene il ricorso infondato in quanto sussiste la responsabilità ex art. 1218 c.c. quando l’alunno riporti un danno sia autocagionato che eterocagionato, per responsabilità ascrivibili a difetto di vigilanza o di controllo degli organi scolastici.

L’ammissione dell’allievo a scuola, pertanto, determina l’instaurazione di un vincolo negoziale dal quale sorge, a carico dell’istituto, l’obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l’incolumità dell’alunno nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica

Per questi motivi, la Suprema Corte di Cassazione rigetta il ricorso e condanna il Ministero al pagamento delle spese processuali.

Cass., Sez. VI – 3, Ord., 8 novembre 2021, n. 32377

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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